«Siccome l’autonomia è un grande progetto politico, ci vuole un grande soggetto politico che lo guidi». Così Sergio Reolon, consigliere ricandidato per il PD alle elezioni regionali, che, ieri sera, ha aperto la sua campagna a Feltre.
Nell’intervista pubblica, condotta dai giornalisti Tiziana Bolognani e Stefano Vietina, si è parlato di mobilità, sanità, rilancio del manifatturiero, turismo. E, naturalmente, di autonomia.
«Da Presidente della Provincia ero convinto che bastasse avere delle norme per avere l’autonomia, e che non ci servisse l’aiuto della Regione – afferma Sergio Reolon – Ora non la penso più così: perché la Provincia, oggi, è diversa. Non perché non ci sia io, e non per un giudizio sui singoli. Galan e Zaia, in vent’anni, sono stati sempre ostili all’autonomia di Belluno: ma credo che ora non basti più una Regione non ostile. E non basta nemmeno una Regione amica, che dica che si devono dare risorse e autonomia a Belluno per poter avere gambe per camminare.
Oggi abbiamo bisogno di una Regione che si occupi dell’autonomia, che la prenda in mano e la faccia sua, che si affianchi alla Provincia, che dialoghi con le aree contermini, che istituisca relazioni nell’arco alpino anche con Trento, con Bolzano, con il Friuli Venezia-Giulia e, contemporaneamente, faccia lei capire a Rovigo, a Padova, a Venezia, che è importante avere una montagna abitata».
Necessario, per il consigliere ricandidato, un cambiamento netto:
«Io penso a un progetto politico nuovo rispetto a tutta Italia: una Regione che voglia e sappia gestire tutte le sue province, compresa quella autonoma. Che è sua come tutte le altre.
Altrimenti, continueremo ad essere considerati un peso, perché non c’è consapevolezza di cosa significa vivere in montagna».
Fondamentale, in quest’ottica, mettere mano alla distribuzione delle risorse:
«Nello Statuto del Veneto abbiamo scritto che le risorse vanno date in considerazione della situazione morfologica, demografica e della capacità fiscale.
Oggi dalla Regione Veneto riceviamo il 4% della spesa regionale. E lo riceviamo in base al numero di abitanti, non in base al territorio: che, invece, è il 20% di tutta la regione.
Ma quando faccio girare le corriere, non lo faccio sul 4% della popolazione: le faccio andare sul 20% del territorio.
E’ vitale per la nostra terra avere un governo regionale che si renda conto di questa sproporzione, che non può più essere: la montagna non può continuamente essere considerata come un costo e basta. A noi deve arrivare almeno il 6% della spesa regionale: che significa tra i sessanta e gli ottanta milioni di euro in più l’anno.
Certo che, di fronte a questo ragionamento, le altre province si arrabbieranno: ma è proprio per questo che serve una guida politica forte e convinta dell’autonomia.
Belluno deve avere il suo assessore: non possiamo più accettare che la nostra terra non sia rappresentata in Giunta. Solo se cogliamo l’occasione di avere un governo nazionale e una Regione che insieme credono all’autonomia possiamo puntare al cambiamento; questo sarà possibile se Alessandra Moretti e il PD vinceranno per il Veneto. Altrimenti, l’autonomia rimarrà al massimo una gestione amministrativa».
