
Leggo della bella e utile iniziativa del Comune di Belluno circa le relazioni tra uffici tecnici dei comuni della Valbelluna al fine di agevolare imprese , privati e professionisti snellendo le procedure attinenti alle pratiche urbanistiche ed edili.
Sono molto favorevole alla cosa e penso che questo è quanto si debba fare in un territorio dalle forti similitudini come il nostro. Bisogna certamente eliminare tutto l’eliminabile in termini di burocrazia per alleggerire le difficoltà che questi soggetti già incontrano a causa della crisi .
Detto ciò, mi piacerebbe ricordare all’assessore Frison che nel Piano Territoriale Provinciale esiste una bozza di regolamento edilizio tipo, anche ai fini della qualità edilizia in termini sostenibili, che aspetta solo di essere utilizzato . Forse potrebbe essere una base di partenza anche per semplificare le procedure di cui parla l’Assessore.
Un regolamento fatto proprio perché le regole in territori comunali limitrofi non fossero così difformi da fare impazzire tutti quelli che per un motivo o per un altro si trovano a doverle affrontare.
Ricordo che quando si fece questo lavoro in Provincia proprio il Comune di Belluno con i suoi tecnici aveva dato un ottimo contributo e lo stesso Frison partecipò alla stesura con i rappresentanti dell’Ordine degli architetti di cui era allora Presidente.
Certo è da aggiornare e da finalizzare alle esigenze attuali ma i ragionamenti relativi alla semplificazione e all’armonizzazione delle regole fatti allora sono gli stessi di oggi .
Mi chiedo perché, dopo aver fatto già un lavoro consistente, questo debba restare nei cassetti .
Se vogliamo che i soldi pubblici spesi per gli strumenti di pianificazione non siano persi , così come le risorse umane impiegate (tutte di grande valore) , bisogna rendere efficaci gli strumenti esistenti, proprio nell’ottica che l’assessore manifesta propriamente.
Apriamo i cassetti e ritiriamo fuori le cose utili. Non partiamo sempre da zero.
Irma Visalli
