Giovedì pomeriggio giungevano alla Sala Operativa della Questura di Belluno diverse segnalazioni relative alla presenza di quattro persone presumibilmente di etnia “rom”, i quali si aggiravano per il centro cittadino proponendo l’acquisto di alcuni set di coltelli da cucina.
Un negoziante rimaneva particolarmente insospettito dalla circostanza che i nomadi, dopo aver inutilmente tentato di vendere i coltelli da cucina, proponevano un telefono cellulare di ultima generazione modello Samsung S5 di colore bianco, perfettamente presentato in una impeccabile confezione.
Per il cellulare, che nei negozi costa sui 600-700 euro, i nomadi chiedevano 250 euro per scendere gradualmente fino ad un prezzo di 100 euro.
Il commerciante, insospettito, ha provveduto quindi ad avvisare la polizia.
Il veicolo, con targa ungherese, veniva rintracciato da una pattuglia della Sezione Volanti della Questura di Belluno all’altezza della rotatoria di Villa di Villa, nel comune di Mel (BL), e i soggetti, alla vista del veicolo della Polizia cercavano di ripartire celermente con il chiaro intento di evitare il controllo.
All’interno dell’autovettura venivano identificati quattro uomini di nazionalità rumena di cui due minorenni che risultavano avere, ad eccezione di uno dei minori, numerosi precedenti di natura patrimoniale.
Da un controllo sul veicolo emergeva peraltro la presenza nel vano bagagliaio di quattro confezioni apparentemente integre-nuove di telefoni cellulari Smart-Phone di ultima generazione (Samsung Galaxy e un Apple I-Phone6) risultate contraffatte. Secondo il concessionario ufficiale Samsung contattato dalla polizia si trattava di apparecchi potenzialmente pericolosi per la salute poiché non conformi alle norme sulle emissioni di onde elettromagnetiche.
Appurata quindi la natura-provenienza illegale, i cellulari venivano sottoposti a sequestro penale. I due maggiorenni denunciati in stato di libertà per il reato di ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. mentre i minori venivano segnalati al Tribunale per i minorenni di Venezia.
I quattro sono stati fotosegnalati da personale della Polizia Scientifica della Questura di Belluno.
Ai due maggiorenni inoltre, considerati i precedenti specifici in materia di reati predatori, il mancato svolgimento di una qualsiasi lecita attività lavorativa e l’essere di fatto in Italia senza fissa dimora, verrà disposto dal Questore il divieto di ritorno nel Comune di Belluno per un periodo di tre anni.
