Carrozzieri di Confartigianato ormai sul piede di guerra contro il tentativo che è scritto nero su bianco nella riforma dell’Rc auto contenuta nel Disegno di legge “Concorrenza”, presentato dal Governo il 20 febbraio scorso. Dopo l’assemblea nazionale, tenutasi a Roma il 7 marzo scorso, la categoria ha proclamato, a livello nazionale, lo stato di mobilitazione contro le minacce alla libertà d’impresa e alla libertà di scelta dei consumatori.
“Non ci stiamo a subire l’ennesimo tentativo di consegnare il mercato delle riparazioni auto nelle mani delle assicurazioni, in nome di una presunta liberalizzazione – è categorico il presidente della categoria, Gianluigi Furlin – basti precisare che su un analogo provvedimento nel 2009 la Corte Costituzionale si era già espressa, definendo incostituzionale l’introduzione di tale obbligo”. “Perché, dunque, perseverare su questa strada ?” si domanda il presidente Furlin.
I Carrozzieri di Confartigianato, pertanto, hanno deciso di muoversi su due strade parallele. La prima: è quella parlamentare con una serie di proposte di modifica alle norme del disegno di legge “Concorrenza”. Il nodo centrale da correggere riguarda il cosiddetto risarcimento “in forma specifica”: i consumatori devono poter scegliere liberamente l’officina di fiducia presso la quale riparare il veicolo incidentato, senza essere costretti a rivolgersi alle carrozzerie convenzionate con l’assicurazione. Altrimenti, di quale liberalizzazione parla il Governo?
La seconda: è la mobilitazione che si svolgerà in tutta Italia con una serie di iniziative organizzate a livello territoriale per sensibilizzare imprese, ma anche consumatori e istituzioni sui rischi della riforma presentata dal Governo.
“Vogliamo coinvolgere soprattutto i consumatori – ribadisce il presidente dei Carrozzieri di Confartigianato Belluno, Gianluigi Furlin – per far capire loro quali sono gli effetti di questa
bomba che distrugge il lavoro e anche gli interessi dei cittadini, che non possono più decidere con
la loro testa quale carrozziere scegliere”.
“Ci stiamo giocando il futuro del nostro settore – conclude Furlin – e questo è il momento in cui noi operatori del comparto dobbiamo essere coesi, aderendo in massa a questa protesta, ma anche partecipando a tutte le iniziative di sindacato messe in campo dalla categoria”. Stiamo, infatti, parlando di un settore che conta oltre 14.000 aziende (di cui oltre 250 artigiane in provincia di Belluno) e 60.000 addetti in tutt’Italia (di cui circa 600 nelle imprese artigiane bellunesi).
