Dalla fine del 2012 cerchiamo di coinvolgere il Comune di Belluno nella soluzione del problema Terna, in quanto capoluogo di provincia e diretto interessato al passaggio dei nuovi elettrodotti a 380 kV.
Sembrava che la nostra battaglia avesse trovato un valido appoggio nel giugno dell’anno scorso, quando è stata approvata la mozione, votata all’unanimità dal consiglio comunale, che impegna il Sindaco e la giunta a rivedere completamente il progetto, da Perarolo di Cadore a Belluno, e di costituire un tavolo di confronto con tutti i sindaci della provincia per affrontare il tema nella sua interezza. Non solo la famosa “razionalizzazione” inizia al confine tra Perarolo e Calalzo e giunge a Belluno (ma c’è in valutazione anche un tracciato, l’ipotesi B, che porterebbe la linea alle porte di Trichiana), ma il potenziamento della stazione di Ponte nelle Alpi andrà ad impattare sull’intera provincia, su mezza regione e in Austria: la rete di trasporto esiste ed è tutta collegata, è chiaro che potenziarne una parte avrà ripercussioni su tutto il resto.
Sono passati nove mesi dall’approvazione della mozione che impegna chiaramente il sindaco di Belluno ad impegnarsi per rivedere il progetto. Massaro non ha fatto nulla. Anzi, ha affermato che il Comune sta aspettando la pubblicazione del nuovo progetto di Terna, ma forse non si è accorto che il suo consiglio con la mozione ha già bocciato in partenza qualunque alternativa sul progetto attuale.
Visto che il nostro primo cittadino non applica quanto espresso dal suo consiglio comunale in modo unanime, venendo meno ai principi basilari della democrazia rappresentativa, farebbe meglio a dare le dimissioni per manifesta incapacità politica di gestione del problema elettrodotti.
La soluzione la offriamo noi, a questo punto: servendoci del principio democratico di sussidiarietà, ci assumiamo l’onere di organizzare il tavolo di confronto con i sindaci (che inviteremo formalmente nei prossimi giorni), poichè il fatto di non avere un’assemblea unitaria per studiare il problema desta non pochi sospetti.
Al tavolo chiameremo alcuni tecnici, consapevoli che la complessità del problema richiede anche la loro presenza. Avrebbe dovuto farlo il Comune capoluogo, o magari la Regione Veneto, dalla quale aspettiamo ancora venga data attuazione alla risoluzione numero 72 che chiede anch’essa di rivedere interamente il progetto Terna. Visto che nessuno si muove, lo facciamo noi, cittadini stanchi di aspettare e di essere presi in giro, in nome delle 1500 persone che rappresentiamo e che hanno messo la loro firma sulla raccolta che abbiamo promosso oltre due anni fa per fermare questo progetto. Le firme sono state depositate al ministero dell’Ambiente, per gli scettici bastano pochi clic per verificare i numeri (sezione dedicata alle osservazioni al progetto, nel portale Vas-Via).
Comitato Andreane, rappresentato da Gigi Fontana
Comitato Levego – Sagrogna, rappresentato da Roberto Tomasella
Comitato Stop elettrosmog Ponte nelle Alpi, rappresentato da Paolo Pesce
Comitato Castionese, rappresentato da Gianni Pastella
Comitato Cros Naveze, rappresentato da Paola Del Monte
