Incontro questa mattina, presso la sede delle Poste di via Torino a Mestre, fra il vice-presidente del Consiglio regionale del Veneto, Matteo Toscani, e il direttore dell’Ente per il NordEst, Cosimo Andriolo.
Come annunciato, il consigliere regionale ha voluto affrontare direttamente con i vertici aziendali la situazione del Bellunese.
“Si è trattato di un incontro molto chiaro, in cui si sono messe sul tavolo le problematiche emerse – ha spiegato Toscani – . Innanzitutto è bene ricordare che il Piano dei tagli prevede la chiusura di circa 500 uffici in tutta Italia: di questi, quasi 50 sono nel Veneto e quattro in provincia di Belluno”. “Puó apparire una contraddizione, ma stando a quanto emerso, questa volta la montagna esce favorita rispetto ad altri territori, dove i tagli saranno più pesanti. E questa tutela delle nostre zone è frutto del lavoro svolto, che ha tenuto in considerazione la dispersione territoriale, tipica della montagna. La sola logica dei numeri ci avrebbe penalizzato ben di più”, ha detto ancora il consigliere cadorino.
Nel Triveneto ci sono attualmente 1700 uffici postali, di cui 1000 nel solo Veneto: oltre cento sono quelli attivi a Belluno. Anche il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia subiranno la stessa sorte, con la chiusura di circa una trentina di uffici.
Riferendo le parole del direttore, Toscani ha poi spiegato che “solo una decisione da parte del Governo nazionale potrà rivedere il piano di razionalizzazione degli uffici, cosa peraltro molto improbabile, visti i continui tagli che Roma persevera ad imporre alle realtà periferiche”.
“Come immaginavo, dunque, appare ininfluente una protesta fine a se stessa: dobbiamo invece fare proposte nella prospettiva di una trasformazione degli uffici postali in sportelli polifunzionali, al fine di scongiurare che tra meno di due anni ci si trovi a lamentarsi per ulteriori tagli”.
“Facciamo dunque il salto di qualità e dimostriamo di saper fare squadra per proporre e non per protestare – ha concluso Toscani – . Sul tema, certamente non mancheró di fare la mia parte in Regione”.
