Al presidente dell’Area Vasta Montana di Belluno, al vicepresidente ed ai componenti il Consiglio di Area Vasta montana di Belluno-Dolomiti
con preghiera di inoltrare la presente ai relativi indirizzi email
oggetto: MOZIONE 5 – EUREGIO

Gentili Signori,
ricevo dal BARD l’invito a inoltrarvi un messaggio che potete leggere in calce alla presente e ritengo utile contribuire al dibattito in corso.
Da ex consigliere provinciale e da socio fondatore del movimento BARD mi permetto di esprimere la mia modesta opinione sulla mozione in oggetto, fornendo anche qualche notizia di prima mano sulla genesi di questa vicenda.
Per avere, in qualità di vicepresidente del BARD, partecipato a moltissime riunioni operative tra il BARD e i principali esponenti politici del Trentino Alto Adige-Sued Tirol conosco bene i fatti. A questo si aggiunga che avendo costanti rapporti con il trentino per ragioni famigliari e di lavoro, e intrattenendo rapporti di amicizia personale con alcuni dei protagonisti della vita politica di quella regione ho un quadro abbastanza preciso di quel che può venire o meno di buono per Belluno da quell’area.
La pressione esercitata dal BARD per diversi anni ha portato al punto in cui siamo. In sintesi: l’offerta di trovare uno strapuntino da “osservatore” per Belluno nel GECT Tirolo è conseguenza del lungo lavoro ai fianchi, fatto dal BARD in supplenza della provincia, con i politici del Trentino Alto Adige-Sued Tirol. Essi, non potendo ammettere in alcun modo , nemmeno per ipotesi, che la Provincia di Belluno (ora Area Vasta Montana) potesse trovar posto come provincia autonoma, all’interno del contenitore politico amministrativo della loro regione, rimediarono offrendo un posticino nel GECT.
Per Trento e Bolzano l’eventuale ingresso nel GECT Tirolo del nostro territorio è una operazione che, allora come oggi , è pressochè indolore. Serviva e serve a spegnere i riflettori che sono puntati sulla intollerabile situazione di disparità di trattamento tra i territori e serve a dare l’illusione che qualche passo nel senso di una maggiore equità di trattamento tra aree omogenee prima o poi sarà fatto. Anche l’intervento del Senatore Franco Panizza è da intendersi come una cortesia fatta al BARD, un assist che basta leggere attentamente per capire che dentro non c’è nulla di concreto.
Da questo punto di vista chiedere l’ingresso dell’Area Vasta Montana di Belluno (ex Provincia elettiva di primo livello) nel GECT Tirolo è del tutto inutile se non controproducente.
Con la mozione per l’ingresso del nostro territorio nel GECT Tirolo, presentata in apertura di campagna elettorale per le elezioni regionali venete, trovo che il BARD abbia fatto un uso strumentale della questione e non condivido l’enfasi e la prosopopea del testo laddove si arriva a dire che “…questa importante decisione…varrà la salvezza dei nostri territori e delle nostre Comunità”.
La buona politica si fa con buone idee e raccontare e raccontarci bugie non aiuterà di certo il nostro territorio.
Anche la mozione, forma scelta dal Consigliere Broccon per far approvare la proposta, mi pare irrituale dal momento che si chiede un voto favorevole e una contestuale delibera che lascia poco spazio alla discussione. Infatti nel messaggio proposto per l’invio ai consiglieri si dice “A te Consigliere Provinciale: o il merito del CAMBIAMENTO o la RESPONSABILITA’ del RIFIUTO”.
Il Consiglio è il luogo del confronto e della discussione e non il luogo dove si ratificano ordini , prendere o lasciare, provenienti da una pur rispettabile forza politica che però usa, in questo caso, toni da tregenda, caricando il voto di oggi di una importanza eccessiva.
Il Consiglio di Area Vasta è perfettamente in grado di valutare la convenienza di quanto si propone e sarebbe bastato porre il punto in discussione come semplice ordine del giorno mettendo a confronto idee e opinioni di tutti i consiglieri.
Tengo a dire che la partecipazione, anche in qualità di semplici osservatori, al GECT Tirolo, non presenta evidentemente alcuna controindicazione per il nostro territorio, e sarebbe certamente foriera di benefici influssi ed occasione di positive esperienze politiche ed amministrative per il nostro personale politico. Si può perciò tranquillamente affermare che la eventuale partecipazione come osservatori al GECT sarebbe utile al nostro territorio.
Credo che il Consiglio dovrebbe seriamente considerare il contenuto della mozione senza necessariamente doverla approvare così come proposta.
Occorre, e questo si che è molto importante, che la Presidenza, direttamente o attraverso consiglieri appositamente delegati, assuma il compito di trattare direttamente con Trento e Bolzano. Bisogna “ andare a vedere le carte” come istituzione e senza intermediari perchè per troppo tempo la Provincia di Belluno è stata assente, commissariato come era, nei tavoli dove il BARD si è seduto come supplente dell’Ente che non c’era e che ora, ridimensionatao e trasformatao in Ente di Area Vasta con sistema elettivo di secondo livello, tuttavia esiste.
Il Voto di oggi non è perciò il passaggio a nord-ovest che il BARD vuol far credere e non è la porta che si apre o meno su di un futuro radioso. Tutto può essere fatto semplicemente attraverso le istituzioni che abbiamo e che sono preposte a rappresentare il nostro territorio.
Mi piacerebbe che la discussione sulla mozione 5-Euregio portasse a decidere un maggior impegno nelle trattative con Trento e a Bolzano. Trattative vere e dure, dove il nostro territorio non si presenti col cappello in mano a mendicare solo il tranquillante di uno strapuntino nel GECT. Trattative dure, dove si vadano a discutere soluzioni definitive per la complessa e ormai intollerabile situazione di asimmetria istituzionale per effetto della quale molte parti del nostro territorio stanno economicamente e socialmente soccombendo ad opera di una concorrenza sleale contro la quale spesso non resta che la resa. Occorre mettere i nostri operatori in condizione di competere ad armi pari.
Belluno Dolomiti merita Autogoverno ed Autonomia e merita, soprattutto , che l’Istituzione che questo territorio rappresenta vada a guadagnare sul campo il diritto a chiamarsi un giorno orgogliosamente, Comunità Autonoma di Belluno-Dolomiti. La politica torni a fare il suo mestiere che non è più tempo di supplenti o succedanei.
Grazie!
Buon lavoro a tutti !
Silvano Martini
ex consigliere provinciale a Belluno
