«Servono leggi che non facilitano la corruzione con l’espediente dell’emergenza, un’eredità del governo di Silvio Berlusconi che va rimossa, e, insieme, servono comportamenti onesti: è così difficile?». Sono questi, secondo Nadia Urbinati, docente di teoria politica alla Columbia University ed editorialista per alcuni dei principali giornali italiani, i rimedi alla corruzione, male del Paese riemerso con forza negli ultimi giorni, a seguito degli scandali dell’Expo e, soprattutto, del Mose.

La politologa sarà ospite di Confindustria Belluno Dolomiti, nell’evento di chiusura del ciclo “Capire la Politica”, promosso in collaborazione con Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. A introdurre e a dialogare con la Urbinati sarà Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto. L’appuntamento, aperto al pubblico come tutti gli altri, è in programma lunedì 9 giugno, alle 18, a Palazzo Doglioni Dalmas, sede dell’associazione industriali. Sarà anche l’occasione per riflettere non solo su come contrastare la corruzione, virus che infetta le istituzioni democratiche, ma anche sull’esito e sulle conseguenze delle recenti elezioni europee, con il successo del Pd di Matteo Renzi in Italia e l’avanzata degli euroscettici in altri Paesi. Una tendenza, quest’ultima, che per Nadia Urbinati va interpretata come una «critica dell’attuale sistema europeo, che delega a corpi non politici il potere di decidere su questioni politiche che coinvolgono la vita di milioni di cittadini». «I voti raccolti dai movimenti di destra – aggiunge l’autrice del libro “Democrazia sfigurata” da poco pubblicato da Egea – sono in questo senso un buon campanello d’allarme ed è auspicabile che venga ascoltato proprio per evitare il peggio».
«E’ un grande onore – commenta Gian Domenico Cappellaro, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – ospitare una figura prestigiosa come Nadia Urbinati, a conclusione del nostro ciclo di incontri. Il momento, peraltro, non potrebbe essere più azzeccato: oltre a riflettere sui recenti accadimenti politici e di cronaca giudiziaria, cercheremo di capire anche le ragioni delle mancate riforme che il Paese attende da anni».
Dopo aver ottenuto il Ph.D. presso lo European University Institute (Firenze), Nadia Urbinati ha ora la cattedra Kyriakos Tsalupoulos di Teoria politica alla Columbia University. È esperta di teoria politica, è specializzata nel pensiero politico moderno e contemporaneo e nelle tradizioni democratiche e anti-democratiche. Nel 2009 è stata insignita del Lenfest Distinguished Columbia Faculty Award. È stata visiting professor presso la New York University e la University of Pennsylvania ed è stata docente alla Princeton University. Ha insegnato anche all’Università UNICAMP (Campinas) in Brasile e ogni anno è visiting professor presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Ha pubblicato numerosi articoli in diverse riviste specializzate di rilevanza internazionale ed è editorialista del quotidiano italiano “la Repubblica”. Il suo libro Mill on Democracy: from the Athenian Polis to Representative Government, University of Chicago Press (2002, trad. it. Laterza, 2006) ha vinto il David and Elaine Spitz Prize quale miglior libro dell’anno sulla teoria democratico-liberale. Fra i suoi libri più recenti: Democracy Disfigured: Opinion, Truth and the People, Harvard University Press (2014, trad. it. Egea Bocconi University Press, 2014); Democrazia in diretta. Le nuove sfide alla rappresentanza, Feltrinelli (2013). È in corso la traduzione dall’italiano di due suoi libri precedentemente pubblicati da Laterza: Liberi e uguali. Contro l’ideologia individualista (2011; The Tyranny of the Moderns, Yale University Press) e La mutazione antiegualitaria. Intervista sullo stato della democrazia (a cura di A. Zampaglione, 2013; Anti-Egalitarian Mutation, Columbia University Press).
