Una giornata all’insegna della collaborazione e del rafforzamento dei presidi di legalità ambientale quella vissuta a Longarone, dove il generale di Divisione Simonetta De Guz, comandante per la Tutela Forestale e dei Parchi, ha fatto visita alle strutture del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
L’incontro ha segnato un momento di importante confronto tra i vertici dell’Arma e le autorità locali, celebrando l’operatività della nuova caserma del Nucleo Parco di Longarone, un’opera costata circa 1,5 milioni di euro e finanziata interamente dall’Ente Parco.
Accompagnata dal generale di Brigata Francesco Pennacchini, il generale De Guz ha visitato la nuova struttura e il punto informativo dell’Ente Parco, situato nelle immediate vicinanze. Presenti al taglio del nastro istituzionale anche il Commissario del Parco, Ennio Vigne, la direttrice Sonia Anelli, il sindaco di Longarone Roberto Padrin e il presidente dell’Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo, Gianni Burigo.
“Questa caserma rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra Istituzioni”, ha dichiarato il generale De Guz. “Il miglioramento delle condizioni logistiche del personale è funzionale a un servizio altamente qualificato, in un territorio di pregio naturalistico immenso. È un tassello prezioso nel processo di rinascita della città di Longarone”.
La visita è stata l’occasione per fare il punto sulle molteplici attività che i Carabinieri Forestali svolgono all’interno dell’area protetta. Non solo polizia giudiziaria e prevenzione degli incendi boschivi, ma anche un supporto tecnico-scientifico fondamentale.
Proprio in questi giorni, la Direttrice Sonia Anelli e il Comandante del Reparto Carabinieri PN Dolomiti Bellunesi, Ten. Col. Federico Corrado, hanno sottoscritto il Piano Operativo 2026. Il documento definisce gli interventi congiunti per l’anno in corso, tra cui:
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Monitoraggio e censimento della flora e della fauna selvatica.
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Supporto logistico ai progetti di ricerca scientifica con le Università.
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Accertamento dei danni provocati dalla fauna.
Il commissario dell’Ente Parco Ennio Vigne ha ribadito l’essenzialità del legame con l’Arma: “I Carabinieri svolgono attività che vanno ben oltre l’indispensabile vigilanza. La loro integrazione con le competenze tecniche del Parco è ciò che ci permette di proteggere efficacemente questo patrimonio”.
Sulla stessa linea la direttrice Sonia Anelli, che ha definito il Piano Operativo come lo strumento chiave per realizzare un vero “lavoro di squadra” mirato alla conservazione e alla ricerca.
