Domenica 3 febbraio si è tenuta a Lentiai una partecipatissima iniziativa organizzata dal Gruppo Coltivare Condividendo.
Cuore dell’evento una lezione del tecnico di campo Mauro Flora sulle tecniche di coltivazione dolci e naturali. Una serie di accorgimenti e suggerimenti su come coltivare il proprio campo e l’orto senza utilizzare prodotti chimici di sintesi, diserbanti ma ricorrendo a prodotti naturali, di facile reperimento. Al fine di ottenere dei prodotti sani, salubri e aumentando la fertilità della nostra terra Una lezione che avrà un seguito meno teorico e molto più pratico, dato che in primavera verrà riproposta la giornata “mani sporche” in cui tutti potranno partecipare alla realizzazione di un orto, seguendo i consigli e i suggerimenti del tecnico
Molto l’ interesse suscitato anche dal resoconto dei due progetti inerenti il recupero (la riproduzione e lo scambio) delle sementi antiche bellunesi e degli “orti a vista”, iniziative che stanno avendo sempre maggiori adesioni ed estimatori
“In una giornata in cui si parlava di coltivare la terra in modo sano e sostenibile, di sementi antiche, di fertilità del suolo e di vivere in sinergia con l’ambiente e l’eco sistema – sottolineano i promotori dell’iniziativa – , non potevamo non ribadire una nostra forte preoccupazione.
Quella legata al “pericolo OGM”.. anche per la nostra Provincia.
Infatti – proseguono gli attivisti del Gruppo Coltivare condividendo – , grazie a una fortissima pressione svolta dalle multinazionali sementiere sugli organi del parlamento Europeo, si è di fatto giunti a un “via libera” alla coltivazione di alcune varietà di Organismi Geneticamente Modificati (le famigerate sementi Frankenstein) anche in quelle Nazioni in cui erano banditi
Diversi Paesi europei (Francia, Lussemburgo, Austria, Germania, Polonia, Bulgaria, Grecia e Ungheria..ma anche Svizzera ecc..) hanno adottato la cosidetta “clausola di salvaguardia” che blocca questa “liberalizzazione” voluta dalla CE e di fatto vieta ogni coltura di OGM
Purtroppo in Italia tutto ciò non è stato fatto, ma, cosa assai grave, (nonostante si sia in piena campagna elettorale) di questa questione non si parla affatto
Abbiamo pertanto deciso di predisporre una petizione al fine di chiedere al Ministro dell’Agricoltura che anche l’Italia adotti (quanto prima) la “clausola di salvaguardia, che sancisca quindi una moratoria alla coltivazione degli OGM
Come più volte ribadito siamo contrari alle coltivazioni OGM sia perchè tali sementi sono la negazione della libertà di auto riprodursi la semente e quindi di essere autonomi dalle multinazionali sementiere (infatti le sementi OGM devono essere ogni anni riacquistate ed essendo brevettate restano di proprietà della multinazionale, che potrebbe anche decidere di scegliere se darti o meno questa o quella semente), ma anche perchè non vi è nessuna certezza che tali coltivazioni non siano pericolose per la salute e per l’ambiente. Di sicuro c’è l’ incompatibilità tra coltivazioni biologiche, tradizionali e coltivazioni OGM a causa del “rischio contaminazione” E’ la stessa Bayer che ammette limpidamente “la contaminazione da Ogm è un processo fuori controllo” Rischiamo quindi che il nostro patrimonio di biodiversità locale coltivata, che i nostri mais tipici e locali, nel volgere di pochi anni spariscano.
Una preoccupazione condivisa dalle moltissime persone presenti alla giornata.
Infatti, in circa 200 hanno sottoscritto la petizione proposta
Invitiamo pertanto tutti coloro che desiderano partecipare a questa nostra iniziativa, a questa richiesta di adozione della “clausola di salvaguardia” di richiederci o di scaricare del nostro blog la petizione. Di firmarla e farla firmare per poi o restituircela o inviarla al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Speriamo che tale iniziativa contribuisca anche ad avviare un dibattito sulla questione OGM ma anche sul futuro di questa nostra Terra. Per la quale in tantissimi auspicano un futuro sostenibile, biologico, con una sinergia importante tra agricoltura, ruralità, ecoturismo, sostenibilità.. ma che rischia invece, per appagare il profitto di pochi, di perdere quelle tipicità che la rendono unica.
Troppo spesso – concludono gli organizzatori del Gruppo Coltivare condividendo – alla salute, alla qualità della vita, all’ambiente, al paesaggio, alle relazioni, alla sicurezza si è anteposto il “profitto” e la “massima resa” (e ad affermare ciò non è un associazione ambientalista o una confraternita No Global ma l’ Agenzia Europea dell’ Ambiente – Eea) .. noi.. e crediamo molti altri.. non siamo più disposti a sacrificare tutto ciò per il profitto di pochi”.
Gruppo Coltivare Condividendo
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