Il gruppo di cittadini della riva di San Gabriele di Busche attivo nella vicenda della c.d “Torre di Busche” ritiene necessario replicare a quanto apparso negli ultimi giorni sulla stampa locale. Come si è saputo è intervenuto il provvedimento con il quale l’amministrazione provinciale di Belluno ha definito l’istanza di annullamento da noi inoltrata e, come è stato detto, la decisione finale è stata di rigetto. Non entriamo nel merito della decisione presa, che peraltro ci ha lasciato non poco sorpresi alla luce delle parallele indagini svolte dalla Procura della Repubblica, in quanto eventuali contestazioni a riguardo saranno rivolte alle sedi opportune. Tuttavia ci preme rilevare, con buona pace dell’amministrazione comunale di Cesiomaggiore e del Vicesindaco Tonin che tanto si è speso per mettere in risalto la decisione della Provincia, che il provvedimento sottoscritto dal sub commissario prefettizio dr.ssa Emanuela Milan non afferma affatto che l’intero operato del Comune sia stato regolare e che l’intero iter istruttorio sia stato corretto. Sfidiamo l’amministrazione a dire il contrario: rispetto al permesso di costruire n. 4 del 2010 (ovvero il primo dei due permessi di costruire succedutisi dei quali era stato chiesto l’annullamento) il sub commissario afferma chiaramente che si tratta di provvedimento illegittimo in quanto emesso in assenza delle necessarie autorizzazioni. Sia pur con questa declaratoria l’atto non è stato annullato in quanto non sussisterebbe un interesse pubblico al “..mero ripristino della legalità”. Ciò in quanto il secondo permesso ovvero quello emesso in variante al primo – incredibilmente – pare essere stato considerato come provvedimento autonomo e non in variante (perché ovviamente diversamente il secondo atto sarebbe stato travolto dall’illegittimità del primo). Su questo punto, che ci lascia molto perplessi e che ci pare un modo un po’ troppo semplicistico di risolvere la questione, e su molti altri punti del provvedimento (sulla natura dell’area golenale le considerazioni svolte paiono davvero di difficile comprensione) valuteremo le dovute azioni nelle sedi opportune, quel che ci preme ribadire è che in questa infelice vicenda l’ultima autorità che ha titolo per autoelogiarsi è proprio l’amministrazione comunale e, sia pur non espressamente, anche il sub commissario prefettizio lo ha ribadito nelle motivazioni di un provvedimento che, al di là della per noi discutibile decisione finale, evidenzia comunque le carenze dell’istruttoria svolta dal Comune. Certe affermazioni riportate dai giornali sembrano mercanteggiare il bene comune e il rispetto delle regole a favore di qualche posto di lavoro, ci sorprende che persone che occupano posti di rilievo facciano considerazioni tanto superficiali sull’argomento. Per quanto ci riguarda, sempre fiduciosi nei poteri dello stato e nelle istituzioni, continueremo a percorrere tutte le strade possibili per ottenere chiarezza rispetto ad una vicenda che va assumendo contorni sempre più foschi. Busche, 05 gennaio 2012 I cittadini della Riva de San Gabriele
