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Centraline idroelettriche. Sergio Reolon presenta un progetto di legge “Stop autorizzazioni fino al nuovo regolamento regionale”

Sergio Reolon

“Tra la proliferazione continua di centraline idroelettriche e la valanga di richieste per  nuove concessioni la situazione ormai è fuori da ogni controllo. Visto che non c’è più tempo da attendere, a meno che non si voglia portare il Veneto all’emergenza ambientale, stamani ho depositato d’urgenza un progetto di legge. Con la sua approvazione scatterebbe lo stop immediato e temporaneo ad ogni procedimento autorizzativo. Faccio in questo senso appello a tutti i consiglieri regionali e al loro buon senso”.   Il richiamo preoccupato viene dal consigliere regionale del PD, Sergio Reolon. Suo il progetto di legge che ha come obiettivo quello di sospendere, per un breve periodo (non più di 90 giorni dalla sua entrata in vigore) le procedure autorizzative al fine di consentire alla Giunta regionale di regolamentare, adottando direttive procedurali e tecniche, la concessione di derivazione delle acque finalizzate alla produzione di energia idroelettrica.   “Attualmente in Regione si trovano depositate in lista d’attesa ben 125 domande di concessione, di diversa competenza e dimensione, per nuove centraline nel Veneto. Tutto questo si inserisce in un quadro già allarmante, considerando che in alcune realtà, come ad esempio il Piave, il 90% delle acque è già sfruttato e di fatto privatizzato”.   L’esponente democratico evidenzia inoltre che “il bilancio idrico regionale ha bisogno di essere aggiornato: mancano i monitoraggi e i censimenti sulle portate d’acqua attuali e latitano i controlli sui rilasci. In nome del pur positivo sviluppo verso le energie rinnovabili non è consentito lasciare questo processo di cambiamento al caso e all’anarchia. Ciò si trasformerebbe in un boomerang dal punto di vista ambientale e paesaggistico”.

In conclusione Reolon sottolinea dunque “l’esigenza di fermare questa china pericolosa, sospendendo le nuove autorizzazioni. In questo modo la Regione potrà rapidamente varare una legge quadro che possa dare piene garanzie di tutela ambientale, con regole certe anche a beneficio degli im

Di seguito il testo integrale con gli articoli del progetto di legge presentato dal consigliere Reolon:

DISPOSIZIONI TRANSITORIE IN MATERIA DI IMPIANTI IDROELETTRICI E DERIVAZIONI D’ACQUA.

Art. 1 – Modifica delle disposizioni della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”e successive modificazioni.           1.        Dopo il comma 1 dell’articolo 82 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11, è inserito il seguente:  “1 bis. Ai fini dell’esercizio delle funzioni trasferite dallo Stato con la lettera i) del comma 1 dell’articolo 89 del decreto legislativo n. 112 /1998, la Regione, con regolamento, adotta direttive procedurali e tecniche per la disciplina dei procedimenti di concessione di derivazione di acque pubbliche.”.   “1 ter.        Per effetto dell’articolo 96, comma 11 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e successive modificazioni, dalla entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1, non trovano applicazione nell’ordinamento regionale le norme statali regolatrici dei procedimenti di concessione di derivazione di acque pubbliche e sono abrogate le norme regionali incompatibili individuate in via ricognitiva dallo stesso regolamento.”.

Art. 2 – Disposizioni transitorie in materia di impianti idroelettrici.

1. Al fine di accelerare l’iter di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, le procedure autorizzative in corso o attivate successivamente all’entrata in vigore della presente legge relative ad impianti idroelettrici, sono sospese fino alla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale, previo parere della competente Commissione consiliare che si esprime entro 15 giorni trascorsi i quali si prescinde dal parere, di individuazione delle aree e siti non idonei alla realizzazione dei suddetti impianti, in attuazione dell’articolo 17 del Decreto ministeriale 10 settembre 2010 ”Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” ai sensi dell’articolo 12, comma 10 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”, e comunque non oltre novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

prenditori e degli investitori”.

 

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