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giovedì, Ottobre 29, 2020
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Caos treni. Bond: “la giunta si deve muovere”! Ennesima giornata di disagi, treno fantasma dalle Dolomiti alla laguna 720 minuti

Sul trasporto su rotaia serve un’azione forte nella finanziaria del 2012 e, su questo fronte, la giunta si deve muovere. Ancora una volta sui treni regionali del Veneto abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso. Lo sciopero di oggi ha gettato nel caos l’intero sistema, sistema che peggiora visibilmente di mese in mese. Per questo, fin da subito, dobbiamo capire cosa può fare la Regione in vista del bilancio di previsione del 2012. Dobbiamo interrompere questo circolo vizioso che rischia di azzerare il trasporto ferroviario regionale proprio in un momento dove maggiore è l’esigenza di mobilità visti anche i prezzi della benzina”. Così si esprime il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond mentre sui binari veneti è in corso l’ennesimo sciopero: “So di persone che a Battaglia Terme nel Padovano hanno aspettato invano un treno per due ore, pur uscendo di casa alle sei del mattino. E questo alla faccia delle fasce di garanzia”, puntualizza Bond, sempre più convinto che la questione-treni debba essere presa per mano. Il consigliere del Pdl porta inoltre l’esempio emblematico del treno Belluno-Venezia delle 7,30, questa mattina al collasso: “Il mezzo è partito regolarmente, ma complice lo sciopero, si è riempito all’inverosimile. Non c’erano gli spazi vitali e alcuni passeggeri si stavano sentendo male. Nelle stazioni trevigiane tanti sono rimasti a terra in attesa di altri treni”. “A Preganziol”, continua Bond, “la voce metallica dava il treno delle 20,39 della sera precedente per Treviso in ritardo di 720 minuti. Una scena surreale”. “Lo sciopero non ha fatto altro che mettere in risalto tutte le debolezze del sistema ferroviario regionale”, rimarca Bond che invoca, per lo meno, delle soluzioni tampone da studiare attentamente con Trenitalia e che non dovrebbero comportare grossi esborsi di spesa. “Il treno delle 7,30 da Belluno è famoso per avere soltanto due carrozze per un totale di quattro scompartimenti. Si viaggia sempre stretti come sardine e spesso si comincia a stare in piedi già a Vittorio Veneto. Se poi calcoliamo le scolaresche in gita nella bella stagione l’inferno è assicurato”, prosegue Bond. “Se non si possono istituire nuove corse – e mi rendo conto che in questo momento non è possibile – almeno si aggiungano delle nuove carrozze ai treni esistenti. Si garantisca un maggiore comfort a chi è costretto a muoversi per studio o lavoro”. Bond porterà la questione all’esame dello stesso Chisso: “Mi auguro una maggiore comprensione da parte di Trenitalia, azienda che ancora oggi si comporta da monopolista. Quanto alla Regione bisogna aprire un tavolo di confronto in vista del bilancio di previsione del 2012 aperto a tutte le forze politiche ma soprattutto ai pendolari. Ovviamente, in tutto questo, la giunta dovrà fare la propria parte. La situazione sta precipitando e non possiamo perdere altro tempo”.

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