
Bossi se ne va via di notte in silenzio, anticipando di un giorno la partenza, dall’Hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore per evitare di incontrare i sindaci e la piazza. Ma questo evidentemente non basta a Diego Vello, segretario provinciale del Carroccio, che come se niente fosse, anziché andarlo a dire al suo leader, si rivolge ai bellunesi e afferma: «La politica non deve scappare di fronte alle critiche di un popolo e di una provincia sofferente, di fronte ad un ammalato non bisogna fuggire ma trovare una soluzione ed aiutarlo e la Lega sta facendo questo».
Scusi Vello, Bossi fugge come un coniglio, il suo partito a Roma tiene a galla un’imbarcazione senza timone, con mercenari ed avventurieri a bordo e lei fa finta di nulla? State facendo fuori i piccoli comuni. Ma è davvero sicuro che i piccoli comuni di montagna siano la vera emorragia di questo Stato? Però il Parlamento non si tocca, un migliaio tra deputati e senatori nominati dalle segreterie di partito, il doppio degli Stati Uniti d’America con un quarto di abitanti. Ma non eravate quelli che dovevano dimezzare i parlamentari? Prosegue Vello: «la politica locale del carroccio non è per niente rimasta inerme alla voce del popolo e sembrano già defilarsi le prime soluzioni. L’anticipazione del federalismo fiscale al 2012 e del fondo perequativo tra le province come l’idea del sottosegretario ai problemi della montagna sono risultati di due giorni di confronto tra ministri e politici locali. Ovvio che attendiamo altre soluzioni e speriamo di ottenere garanzie anche nei prossimi giorni».
Ma come? Anziché rendere conto ai suoi elettori, lei gioca allo scarica barile, secondo il collaudato rituale politico che la colpa è sempre di chi c’era prima.
«Cara Lidia Maoret e Segio Reolon – scrive infatti Vello – forse non vi ricordate dove era il vostro partito fino al 2009, e forse non vi ricordate come a novembre del 2009 la Corte dei Conti criticava il vostro bilancio di previsione 2009/2011 definendolo non programmatorio e quindi abdicava alla stessa funzione programmatoria dell’ente e andava contro al patto di stabilità.
O forse non vi ricordate alcune società da voi create come la “Integra Italia Srl” fallite miseramente a spese dei cittadini bellunesi, la stessa programmazione nella gestione delle scuole che ci ha lasciati con un’unica scuola a norma in sicurezza in tutta la provincia. Almeno noi andiamo a portare i problemi del territorio ai nostri rappresentanti – conclude Vello – il Pd locale quando arrivava Prodi nel bellunese, non muoveva un dito».
Mah, provi a chiedere anche a chi abita nei comuni di montagna, se “l’effetto Bossi” in 20 anni di governo centrale, o “l’effetto Galan-Zaia” in Regione, ha migliorato le loro condizioni di vita. O se se quelli che son rimasti, scusi il francesismo, sono più incazzati di prima.
