Dopo vent’anni di promesse disattese, qualcuno si è accorto che la Lega non è più un partito di protesta, che rappresenta le istanze del popolo, ma è diventato una stampella di “Roma ladrona”, per usare la terminologia tanto cara a Bossi. Il vecchio leader che non ha esitato a dare un posto di lavoro al figlio “il Trota” bocciato tre volte all’esame di maturità e che oggi mette in tasca 10mila euro al mese come consigliere regionale, cifra che nessun imprenditore avrebbe mai pagato al rampollo, assumendolo in una qualsiasi azienda padana. La Lega, insomma, è oramai impregnata del peggio della partitocrazia e del familismo italiano, benché sulle piazze continui a sbraitare il federalismo.
E allora può succedere, come è successo stamattina a Busche alla festa provinciale della Lega Nord, che qualcuno voglia inviare un messaggio forte e chiaro a lor signori: “Piave Esonda, via i padani dalle nostra valli” sta scritto su uno striscione fronte strada a dare il benvenuto al popolo del Carroccio. Ed ha ragione il segretario provinciale della Lega Diego Vello ad essere amareggiato del gesto. Evidentemente anche un pezzetto della sua Padania è amareggiata, ma per altri motivi. «Un gesto, sicuramente sinonimo di forte ignoranza e sintomo di una parte politica oscura che ancora oggi inietta nella società un sentimento anti democratico nascondendosi nel nulla e non avendo il coraggio di mettere la propria faccia di fronte al giudizio popolare» ha dichiarato Vello. “Parte politica oscura”? Anche il giovane segretario leghista si è evidentemente omologato al politichese e lancia accuse generiche a forze oscure che iniettano sentimenti antidemocratici. Un sospetto noi ce l’abbiamo, dev’essere la cricca di Harry Potter e babbei.
