HomeArte, Cultura, Spettacoli, EventiMassimo Nava a Belluno: il giornalismo in gabbia

Massimo Nava a Belluno: il giornalismo in gabbia

Belluno, 07/05/2026 – Una riflessione profonda, a tratti amara ma necessaria, quella che Massimo Nava ha offerto questa sera al pubblico bellunese durante l’incontro organizzato dall’Associazione Liberal Belluno. La firma storica del Corriere della Sera, già inviato speciale e corrispondente da Parigi, ha portato al centro del dibattito il suo ultimo lavoro, “Tastiere in gabbia”, trasformando la serata in una lezione magistrale di giornalismo e geopolitica.
Un viaggio critico attraverso le fragilità dei sistemi democratici, le contraddizioni delle politiche estere e il ruolo ambiguo dell’informazione moderna.
Il mondo contemporaneo sembra essere scivolato in una spirale di “improvvisazione politica” che mette a rischio non solo gli equilibri geopolitici, ma l’essenza stessa della democrazia. Le recenti analisi emerse delineano un quadro preoccupante in cui le decisioni di portata storica appaiono spesso prive di una visione strategica a lungo termine, lasciando spazio a interessi particolari e narrazioni distorte.
Uno dei temi più caldi trattati riguarda la gestione dei conflitti internazionali. Nava osserva come la corsa agli armamenti stia crescendo in modo esponenziale, raggiungendo cifre record, nonostante la consapevolezza che nessuno possa realmente “vincere” in scenari come quello ucraino o iraniano.

Conflitti endemici, interessi economici, il mea culpa del giornalismo

La guerra sembra essere diventata un fine a se stessa, alimentata da una tecnocrazia che ignora i consigli degli esperti militari a favore di calcoli politici azzardati.
Emerge il sospetto di accordi “sottobanco” tra stati apparentemente nemici, volti a sbloccare risorse congelate e dividersi i profitti derivanti da materie prime e terre rare, come nel caso dell’Iran o dell’Armenia.
Nava cita i precedenti fallimentari come l’invasione dell’Iraq da parte di Bush, che ha sguarnito fronti critici come l’Afghanistan, portando a risultati opposti agli obiettivi dichiarati.
Il fenomeno Trump e l’avanzata di movimenti simili in Europa (come il Front National in Francia o Alternative für Deutschland in Germania) non sono eventi isolati, ma il prodotto di un sistema democratico che ha perso i suoi punti di riferimento.
La crisi è strettamente legata a un’informazione definita “inquinata” e “di propaganda”. I media, anziché fungere da cani da guardia della democrazia, sembrano aver contribuito a creare narrazioni tossiche:
Nava cita la tardiva confessione di testate prestigiose come il New York Times, che solo dopo le elezioni hanno ammesso di aver nascosto verità scomode, come il declino cognitivo di figure chiave della politica statunitense o l’instabilità di leader stranieri.

 

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