Auronzo di Cadore, 24/03/2026 – Cala il sipario sui Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 e, mentre il mondo celebra il successo organizzativo della rassegna a cinque cerchi, ad Auronzo scoppia la polemica politica. Il gruppo di minoranza “Insieme per Auronzo” rompe il silenzio con un duro comunicato, definendo la gestione dell’evento da parte dell’attuale Amministrazione una vera e propria «opportunità mancata».
Il richiamo alla storia: da Misurina 1956 al silenzio del 2026
Secondo l’opposizione, il Comune delle Tre Cime di Lavaredo avrebbe assistito ai Giochi da spettatore passivo, nonostante la vicinanza strategica a Cortina d’Ampezzo e il legame storico con le Olimpiadi. Il gruppo ricorda come Misurina, la “Perla delle Dolomiti”, fu sede del pattinaggio di velocità nel 1956, un dettaglio citato persino dai media internazionali come la NBC, ma che non sarebbe stato sfruttato a dovere a livello locale.
«L’Amministrazione ha deciso di lasciar passare in sordina un evento mondiale — attacca la minoranza — un treno che è passato per la seconda volta sulle Dolomiti Bellunesi, stavolta senza nemmeno fermarsi sul nostro territorio».
L’elenco delle “occasioni perse”
Il comunicato dell’opposizione stila una lista dettagliata di mancanze che avrebbero penalizzato il comparto turistico e sociale del paese:
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Logistica e Trasporti: Lamentata l’assenza di un collegamento diretto via Passo Tre Croci tra Auronzo/Misurina e Cortina, nonostante le richieste di residenti e turisti.
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Comunicazione: Nessuna strategia per informare i visitatori che i comprensori sciistici erano regolarmente raggiungibili in auto durante le gare.
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Coinvolgimento: Mancanza di maxischermi in piazza per seguire le competizioni e ritardi nell’esposizione delle bandiere olimpiche, apparse solo a ridosso dell’apertura.
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Cultura e Sport: Ad eccezione di una mostra a Palazzo Corte Metto, il gruppo segnala l’assenza di incontri con atleti, conferenze storiche o eventi collaterali di rilievo.
«Eredità culturale pari a zero»
“Insieme per Auronzo” sottolinea come le basi per un coinvolgimento attivo fossero state poste dalla precedente giunta Pais Becher attraverso contatti con la Fondazione MiCo e la Regione Veneto. Secondo l’opposizione, sarebbe bastato proseguire su quella strada.
L’affondo finale è rivolto direttamente ai vertici del Comune: «Dov’erano gli Assessori al Turismo e alla Cultura, e dov’era il Sindaco? Zero eventi significa zero indotti e zero eredità culturale e sportiva per i nostri cittadini».
