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Danni da vaccino, presidio a Palazzo Ferro Fini. Szumski e Lovat: “Subito ambulatori dedicati”

Venezia, 05/03/2026 – Un “muro di gomma” che i diretti interessati chiedono di abbattere al più presto. Questa mattina, 5 marzo, la sede del Consiglio Regionale del Veneto è stata teatro di una mobilitazione volta a accendere i riflettori sulla Mozione n. 4, il provvedimento depositato a gennaio dai consiglieri di “Resistere Veneto”, Riccardo Szumski e Davide Lovat.

L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: spingere l’amministrazione regionale a istituire ambulatori specialistici per la diagnosi e la cura dei danneggiati da vaccino Covid-19. Nonostante il deposito risalga a due mesi fa, la discussione del testo continua a slittare nell’ordine del giorno e, con ogni probabilità, non approderà in aula prima di Pasqua.

Ad accompagnare i consiglieri Szumski e Lovat c’era una delegazione dell’associazione “Persone in Cammino”. Tra loro il presidente Andrea Sillo, ex calciatore e saldatore oggi costretto in sedia a rotelle, che ha definito la trasferta a Venezia come un sacrificio necessario per fornire una testimonianza diretta. “Stiamo male, abbiamo fatto molta fatica a raggiungervi, ma la nostra presenza qui è fondamentale”, ha dichiarato a margine dell’incontro.

Toccante il racconto di Michele Pavan, infermiere di Cittadella, che ha descritto anni di calvario tra malesseri neurologici e cardiologici: “Siamo stati lasciati soli nella ricerca di medici che potessero aiutarci. Molti di noi hanno dovuto cambiare mansioni lavorative e affrontare spese mediche insostenibili”. Un appello alla concretezza è arrivato anche dalla vicepresidente dell’associazione, Carmen Amadio, che ha chiesto alla politica di “fare presto” per dare risposte a famiglie ormai esauste.

Il consigliere Riccardo Szumski, medico di professione, ha usato parole dure contro quella che definisce una “politica sconsiderata” che avrebbe garantito uno scudo ingiustificato ai vaccini, impedendo di approfondirne gli effetti collaterali. “I dati ufficiali sono sottostimati anche di mille volte”, ha affermato Szumski, dicendosi pronto a presentare documentazione scientifica a supporto. Il consigliere ha inoltre espresso forte disappunto verso l’assessore Gerosa, accusato di aver fatto marcia indietro dopo iniziali rassicurazioni.

A fare eco alle sue parole è il collega Davide Lovat, che ha voluto sgomberare il campo dalle etichette ideologiche: “Basta chiamarci no-vax. Per logica, un no-vax non è vaccinato e non può aver subito danni. Questa è una battaglia di civiltà per chi sta male”. Lovat ha poi citato recenti sentenze dei Tribunali del Lavoro e riaperture di indagini in altre regioni (Sicilia e Liguria) come segnali di una realtà che non può più essere ignorata.

La richiesta di Resistere Veneto e delle associazioni dei malati resta ferma: la creazione di percorsi sanitari regionali strutturati che possano prendere in carico pazienti spesso rimbalzati da uno specialista all’altro senza una diagnosi riconosciuta. La palla passa ora al Consiglio Regionale: la mozione attende di essere discussa, mentre fuori dal palazzo la pressione sociale e il disagio dei cittadini sembrano destinati a crescere.

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