Danta di Cadore – Non solo una richiesta di indennizzi, ma un vero e proprio “piano Marshall” per il rilancio del Comelico. È questo l’esito del tavolo di confronto promosso dall’associazione Giovani&Futuro, che ha riunito a Danta le amministrazioni locali e i vertici delle categorie economiche (Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura e APPIA CNA) per affrontare l’emergenza legata ai lavori nella Galleria Comelico.
Un questionario per quantificare i danni
La strategia per bussare alle porte del Governo a Roma è chiara: servono numeri, non solo lamentele. Per questo, le associazioni di categoria somministreranno a breve un questionario tecnico a tutti gli associati. L’obiettivo è mappare con precisione il calo dei flussi dovuto alle chiusure notturne, i costi esorbitanti per l’autotrasporto e i disagi dei lavoratori pendolari costretti a deviazioni lungo il Passo Sant’Antonio.
“Per garantire il futuro del Comelico, le imprese devono poter produrre valore, non solo sopravvivere,” ha dichiarato Thomas Menia Corbanese, Sindaco di Danta e Vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro. “È tempo di quantificare i danni e presentare una proposta di indennizzo solida e oggettiva.”
Oltre l’emergenza: il nodo abitativo
Se i ristori servono a tamponare l’emorragia economica immediata, la visione a lungo termine punta sulla residenzialità. Durante l’incontro è emersa una proposta ambiziosa che ha riscosso un ampio consenso: la creazione di alloggi dedicati a residenti e professionisti.
Secondo Luca Frescura, Presidente nazionale di Giovani&Futuro, l’emergenza abitativa è la chiave per il riavvio demografico: “Un intervento di questo tipo può diventare un motore di ripartenza, con effetti positivi a cascata su scuole, imprese e servizi essenziali.”
Una rete nazionale a supporto del territorio
Il coordinamento dell’azione politica resterà saldamente nelle mani delle amministrazioni locali e dell’Unione Montana Comelico, guidata dal Presidente Casanova Consier. Tuttavia, Giovani&Futuro metterà a disposizione la propria rete nazionale — che conta migliaia di iscritti in tutta Italia — per dare peso politico alle istanze del Cadore e del Comelico presso i ministeri competenti.
L’incontro, definito “concreto e costruttivo”, segna il passaggio dalle analisi alle soluzioni. La palla passa ora alla raccolta dati: il dossier che ne uscirà sarà il biglietto da visita con cui il territorio si presenterà nella Capitale per pretendere non solo assistenza, ma prospettive di sviluppo.
Punti chiave dell’accordo:
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Monitoraggio: Lancio di un questionario per aziende e artigiani.
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Logistica: Focus su extra-costi trasporti e gestione personale pendolare.
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Visione: Progetto per nuovi alloggi per contrastare lo spopolamento.
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Politica: Coordinamento tra Comuni, Unione Montana e tavoli romani.
