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Belluno, amministrazione De Pellegrin: le cose che hanno funzionato si contano forse sulle dita di una mano

Davide Noro, segretario Unione comunale Partito Democratico Belluno

Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso di fine anno, come di consueto ha usato parole importanti.

A mio avviso il passaggio più importante é stato quello sull’impegno delle generazioni future, nel quale il Presidente della Repubblica ha invitato i giovani, in modo piuttosto insolito, ad essere più “esigenti”.

Da cittadino, prima ancora che da segretario della mia comunità politica, non posso negare di essermi sentito toccato perché è drammaticamente vero: sempre più spesso, ci accontentiamo del minimo indispensabile o del meno peggio.

Fatalità nelle stesse ore si stava consumando sui social e in città l’ennesimo disastro politico dell’Amministrazione De Pellegrin, ovvero il non-capodanno saltato all’ultimo minuto. Possiamo dirlo senza troppi giri di parole: in questi quattro anni, le cose che hanno funzionato si contano forse sulle dita di una mano. La colpa più grave del centrodestra, ben oltre la manifesta incapacità di gestire la città capoluogo, é quella di aver fatto del “tanto meglio tanto peggio” il manifesto del proprio operato, rivendicando l’immobilismo come visione amministrativa. Troppo poco per un comune capoluogo di provincia che, ovviamente, é sempre più isolato e irrilevante negli equilibri provinciali.

Noi vorremmo nel 2026 una Belluno che riscopra innanzitutto la sua vocazione di capoluogo alpino. Un valore, quello dell’identità, che deve guidare l’azione politica nelle iniziative culturali ma anche la promozione turistica: insomma, meno Carbonara Festival o street food irlandese e argentino, più iniziative che valorizzino le reti già presenti nel territorio che chiedono spazi, apertura e supporto logistico. In questo senso, uscire da reti nazionali come Cittàslow per risparmiare 3000 euro di quota associativa, dice molto.

Vorremmo poi una Belluno che sia anche città di servizi. É inaccettabile che, in un contesto dove spopolamento ed emigrazione hanno raggiunto livelli drammatici, la città capoluogo offra molto meno di altri comuni confinanti più piccoli, con meno risorse e personale. Negli ultimi anni, a fronte di aumento di tutte le addizionali comunali senza alcuna progressività, abbiamo assistito ad un peggioramento dei servizi, soprattutto per le fasce di popolazione più svantaggiate.

Bisogna invertire la rotta.

Lo chiedono le famiglie con figli, che non trovano disponibilità nell’unico asilo nido comunale, trovandosi costretti a spendere un sacco di soldi sperando che almeno il privato abbia posto (e non sempre accade): in altri capoluoghi veneti, come Vicenza, non solo si aumentano i posti presenti ma si abbattono le rette fino a renderle gratuite.

Lo chiedono i lavoratori, penalizzati da un servizio di trasporto pubblico inefficace e costoso come Trillo. E mentre, sempre in altri capoluoghi veneti, si investe e si scommette sulla mobilità sostenibile costruendo ciclabili, nuove linee del tram, abbonamenti calmierati per studenti e lavoratori, noi rimaniamo inchiodati all’utilizzo delle auto private e di conseguenza alla cronica necessità di parcheggi.

Lo chiedono gli studenti e i giovani cittadini, quelli che con la Belluno Youth Map ci hanno mostrato come vedono la loro città: un posto bellissimo, dove però mancano spazi di aggregazione e, soprattutto, una adeguata valorizzazione di quelli che invece già ci sarebbero, come Palazzo Crepadona, ampliando in modo significativo l’orario di apertura, o il Parco di Lambioi, uno dei tanti cantieri che sembrano non vedere mai la fine.

D’altronde, siamo la stessa città che, all’interno del suo parco cittadino, ha insediato la sede della polizia locale, consentendo il passaggio di auto e veicoli nell’unico spazio dove i bambini potevano muoversi liberamente. Ecco, nella città che vogliamo noi, ci sarebbe stato bene in quello spazio una ludoteca o lo Skate Park. Di sicuro, non la polizia locale.

La nostra comunità politica spenderà i prossimi mesi proprio per fare questo: riflettere, immaginare e costruire la Belluno di domani, una Belluno per tutti e tutte.

Davide Noro

Segretario PD Città di Belluno

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