
Veneziana, dipendente del Comune lagunare, guiderà l’Ordine regionale, che rappresenta oltre 3400 professionisti, nel prossimo quadriennio
Padova, aprile 2025 – Stefania Bon è la nuova Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto: il neoeletto consiglio, riunitosi per la prima volta nel pomeriggio di lunedì 28 aprile, le ha affidato il mandato per il prossimo quadriennio.
Residente a Mestre, Bon lavora nel comune di Venezia come responsabile del Servizio Agenzia Coesione Sociale e ha alle spalle una lunga esperienza di impegno all’interno dell’Ordine, prima, per oltre un decennio, come consigliera, e poi per un breve periodo nel 2021 come Vicepresidente. Alla vicepresidenza è stata rieletta, nel segno della continuità, la vicepresidente uscente Jessica Spader, nell’ufficio di presidenza anche Chiara Pozzato, segretaria e Chiara Boscolo Bozza, tesoriere. A loro si affiancano nel nuovo consiglio Matteo Fabris, Giulia Donà, Tobias Voltan, Giulia Zecchinel, Alice Marcor, Monica Quanili, Thomas Zumerle, Anna Dal Ben, Anna Furlanis, Vera Da Rin Fioretto, Barbara Bellotto. Insieme avranno il compito di rappresentare i 3429 iscritti a livello regionale impegnati negli enti locali, nelle Aziende socio sanitarie, negli Uffici di esecuzione penale esterna e in numerosi altri ambiti.
“Ringrazio Mirella Zambello, che ha guidato il nostro ordine negli ultimi otto anni e da cui raccolgo un importante testimone – spiega Bon – Cercherò di interpretare il mio ruolo, assieme a tutto il consiglio, mettendomi al servizio e in ascolto e continuando nel solco del dialogo con le istituzioni del territorio, indispensabile di fronte alle sfide importanti che attendono la professione, penso ad esempio alla riforma regionali degli ATS – ambiti territoriali sociali, che sta ridisegnando il panorama dei servizi sociali in Veneto e che ora è entrata nel vivo con la fase attuativa. Fra i temi che mi stanno a cuore il nodo dell’etica e della deontologia professionale, di cui mi sono occupata in passato anche come membro del consiglio di disciplina dell’Ordine, e il riconoscimento del ruolo e della professione degli assistenti sociali che oggi all’interno degli enti locali e delle aziende sociosanitarie solo in rare occasioni hanno la possibilità di accedere a posizioni dirigenziali. Fondamentale, anche in questo caso in continuità con il percorso già intrapreso nei precedenti mandati, il dialogo e la collaborazione con gli altri ordini che rappresentano i professionisti con cui gli assistenti sociali si confrontano quotidianamente”
