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Caso Vanoi e Consorzio Brenta. I Comitati attaccano la lista “Acqua è Vita” e chiedono l’intervento della Regione

Michele Facen (Videomedia)

È un attacco durissimo quello lanciato da Michele Facen, leader dei Comitati civici, all’indirizzo della lista “Acqua è Vita” e della gestione politica della Regione. Facen non usa mezzi termini dopo l’ennesima proroga concessa al Consorzio prima del commissariamento: «Nemmeno dopo 15 giorni in più, la lista capeggiata dall’uscente Sonza riesce a trovare un accordo. Anzi, lo fa saltare, rivendicando la presidenza anche se il più votato è stato Cerantola, della lista opposta».

Nel mirino dei Comitati c’è la figura di Sonza, definito “colui che ha fatto della diga del Vanoi una ragione di vita, sfidando ogni dato del buon senso”. Facen ricorda con forza che le 13.500 firme contro la diga sono “più dei voti presi da ogni singolo candidato alla guida del Consorzio”, denunciando una gestione personalistica e scollegata dalla volontà popolare.

«Siamo stanchi di questi personaggi – continua Facen – e chiediamo che la Regione metta fine a questo teatrino. La politica non può più essere serva di interessi particolari, ma deve tornare a essere garante del bene comune, a partire da una risorsa fondamentale come l’acqua».

Le accuse toccano anche l’abuso della retorica ambientale: «In una delle regioni più cementificate d’Europa, si continua a sbandierare il termine green, ma pochi sanno che per impermeabilizzare il cemento si usano i famigerati PFAS, sostanze tossiche che si impiegherebbero anche nella diga».

I Comitati non si limitano a un appello morale. Facen chiede un cambio immediato: «Basta rinvii: si sfiduci pubblicamente chi disprezza le istituzioni e si torni al voto». E rilancia l’allarme ambientale: «Serve un’analisi indipendente delle acque del Vanoi, dopo che tonnellate di materiale proveniente dall’ex scalo Filzi di Trento – già in parte sequestrato – vengono trasportate a C.S. Bovo, al confine regionale. Se fossero davvero salubri, non viaggerebbero per 200 km al giorno per finire in una discarica privata».

Una denuncia che fa tremare le istituzioni e che chiede ora risposte concrete.

- Advertisement - Roberto Denart
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