
Convegni, seminari, sportelli psicopedagogici per genitori e insegnanti, laboratori di lettura animata per bambini nei nidi e nelle scuole, percorsi multimediali per giovani con focus sulle competenze digitali, corsi di formazione per educatori e insegnanti, anche in collaborazione con la sperimentazione nazionale dell’Università di Bologna sul sostegno per educatori.
Dopo un anno di intenso lavoro, giunge a conclusione il progetto RICE Follow Up, collegato alla Rete Internazionale delle Città dell’Educazione, promosso dal Comune di Belluno e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto mirava a creare un ecosistema educativo innovativo e sostenibile, coinvolgendo, oltre al Comune di Belluno, anche i Comuni di Feltre e Borgo Valbelluna, istituti scolastici e famiglie, sotto la guida di partner accademici internazionali come lo IUSVE di Venezia, l’Università di Bologna e l’Università di Mons (Belgio).
“Questo percorso, intrapreso con passione e visione strategica, pone Belluno al centro di un dialogo educativo internazionale, con l’obiettivo di generare impatti duraturi per le nostre comunità, contribuendo a costruire città più coese e attente ai bisogni educativi di tutti” commenta il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, che coglie l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti per aver dimostrato come la collaborazione tra istituzioni, scuole e famiglie possa generare un cambiamento positivo.
All’inizio di dicembre, nell’ambito del progetto, una delegazione composta da esponenti delle istituzioni e del mondo educativo ha partecipato a una missione in Belgio, dove ha visitato l’Università di Mons, sede del centro di ricerca diretto dal Professor Jean Pierre Pourtois, figura di spicco nel campo della co-educazione e ideatore della rete RICE, e alcune istituzioni educative belghe. Alla missione hanno preso parte l’assessore alla Scuola di Belluno Roberta Olivotto, il sindaco di Borgo Valbelluna Stefano Cesa con l’assessore Chiara Cesa, le coordinatrici pedagogiche Federica Carlot (Comune di Belluno), Nada Arnoffi (Comune di Feltre) e Maria Cristina Colle (Istituto Comprensivo di Mel), oltre a Caterina Cais, direttrice dell’Istituto Caburlotto di Lentiai e l’insegnante Jessica Bettiol. Durante lo scambio, la delegazione ha condiviso esperienze e prospettive con docenti universitari come Anna Pileri e Roberto Dainese dell’Università di Bologna, Nicola Giacopini e Marco Sanavio dello IUSVE di Venezia e lo stesso Professor Pourtois.
“Il progetto RICE ha rappresentato un’occasione straordinaria per costruire un’identità educativa partecipata e inclusiva e per sviluppare reti territoriali e internazionali, riaffermando Belluno come una città che guarda al futuro attraverso l’educazione, la formazione e l’innovazione – afferma l’assessore Roberta Olivotto -. Il nostro impegno non si ferma qui: intendiamo continuare a costruire reti, consolidare buone pratiche e ampliare le opportunità per educatori, bambini, ragazzi e famiglie”.
Il convegno conclusivo, “Connessioni per una riuscita educativa e scolastica partecipata”, si terrà il 14 dicembre presso la Sala Bianchi di Belluno alle 9.30. L’evento prevede gli interventi del Professor Pourtois, collegato da Mons, e dei docenti Anna Pileri, Roberto Dainese, Valeria Friso, Mara Padovan, Marco Sanavio e Jacopo Pruccoli, oltre a testimonianze di bambini, ragazzi, insegnanti e genitori. Si concluderà con la consegna dei diplomi dell’Alta Formazione “Formare per il sostegno al nido”, a cura dello IUSVE e dell’Università di Bologna.
Il Comune di Belluno ringrazia tutti i partner coinvolti nel progetto RICE, tra cui lo IUSVE – Istituto Universitario Salesiano di Venezia, l’Università di Bologna, i Comuni di Feltre e Borgo Valbelluna, l’Istituto Comprensivo 3 di Belluno, l’Istituto Comprensivo di Mel, l’Istituto Caburlotto di Lentiai, l’Istituto Salesiano Don Bosco di Belluno, la FISM, l’Associazione “Amici delle Scuole in Rete” di Belluno, il Centro Consorzi dell’Urban Hub, l’Associazione “Cittadini per il recupero della Scuola Gabelli” di Belluno, il Comitato Belluno Comunità che Educa e l’Associazione Caffè Pedagogico.
