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Il Premio Solinas a “Latte”, una storia sulla balie feltrine, scritto dal bellunese Alessandro Padovani con Lorenzo Bagnatori

Il bellunese Alessandro Padovani vince il Premio Solinas con una storia sulle balie feltrine, scritto a quattro mani con l’amico e collega toscano Lorenzo Bagnatori.

Il Premio Solinas è il più importante premio di sceneggiatura italiano, che negli anni ha visto vincere i più importanti sceneggiatori e registi italiani, come Paolo Sorrentino, Carlo Mazzacurati, Umberto Contarello, Marco Pettenello. Alessandro era già stato finalista due volte: la prima con “Saudade”, ispirato alla storia di Alex Schwazer, la seconda con “La Santa Contadina”, scritto ancora insieme a Lorenzo Bagnatori, progetto vincitore del Premio Sbarigia per il miglior personaggio femminile. Quest’anno “Latte” vince ex equo il Miglior Soggetto assoluto, dopo essere stato selezionato tra quasi 500 progetti.

L’ispirazione per “Latte” è arrivata dalla storia della bisnonna Angela Bertelle, balia da latte bellunese. “Ho subito trovato qualcosa che mi emozionava nel profondo in questa storia” rivela Padovani, “così ho coinvolto il mio amico e collaboratore Lorenzo, che aveva avuto un figlio da poco. Abbiamo iniziato a fare lunghe ricerche sulle balie, aiutati soprattutto dall’antropologa Daniela Perco, massima esperta di balie e fondatrice del Museo Etnografico delle Dolomiti. E così io e Lorenzo abbiamo scritto il soggetto che abbiamo presentato al Premio Solinas”.
Ora dopo la vittoria al Premio Solinas come miglior soggetto, inizia la fase di sceneggiatura. “Abbiamo un mese per scriverla, ma il nostro obiettivo è quello di realizzare il film. Non mi aspettavo che così tante persone si emzionassero con questa storia. Sono orgoglioso di portare un piccolo pezzo di storia della mia famiglia e del bellunese all’attenzione del cinema italiano”.

Questa la motivazione del premio: “Latte, di Alessandro Padovani e Lorenzo Bagnatori, si è distinto per il suo sguardo alternativo sulla maternità, una storia che tocca il cuore. Ambientato in una dura realtà montana dell’Italia di mezzo secolo fa, racconta l’amore tra una balia e un bambino non suo, dimostrando che il legame materno non è definito dal sangue, ma dall’amore. Con una scrittura vibrante e poetica, il film esplora anche il divario di potere tra ricchi e poveri, città e campagna, uomini e donne, in un’epoca non così lontana dalla nostra, rendendolo universale e toccante.”

Alessandro presenterà anche il 16 ottobre 2024 alla Festa del Cinema di Roma – Alice nella Città, il cortometraggio “La Zima del Signor”, anche questo ambientato a inizio Novecento nel territorio bellunese. Nel progetto, prodotto dalla bellunese Haapar Film e distribuito da Nieminen Film, gli attori Thierry Toscan, Grazia Capraro, Valerio Mazzuccato, Carla Camporese, Massimo Scola, Nelso Salton.

 

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