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Vaccini anticovid, medici: nessuna certezza

Cambia la narrazione: i vaccini non bloccavano l’infezione. A dirlo è l’Aifa, sulla base dei bugiardini

Vaccino e immunità sterilizzante: nessuna certezza. I professor Palù, presidente Aifa, contraddisse se stesso

Professor de Vita, primario dii Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all’Istituto Nazionale dei Tumori di Roma “Regina Elena”: il mio mestiere è fatto di dubbi     

 

Belluno, 23 settembre 2024 – Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, nel rispondere a una associazione circa l’efficacia dei vaccini anticovid, rinvia ai bugiardini e dichiara che non erano stati creati per impedire il contagio, ma dovevano impedire che i positivi potessero contrarre la malattia. Ma nemmeno questo hanno garantito i vaccini, dal momento che persone vaccinate con due o tre dosi hanno ugualmente contratto la malattia, alcuni superandola altri no. Si sbriciolano così tutte le certezze e le narrazioni lette ed ascoltate in periodo covid. Ci si chiede allora a cosa siano servite tutte le restrizioni, il greenpass, le misure precauzionali a doppio regime, vaccinati e non vaccinati, per limitare i contagi se è vero come è vero – lo dice l’Aifa – che il vaccino non fermava il contagio.

Ci chiediamo allora, su quali basi scientifiche erano fondati i decreti n.44 e n.52 del 2021 sull’obbligo vaccinale per i sanitari e sul greenpass, laddove affermavano l’obbligatorietà del vaccino per fermare il contagio, presupposto oggi smentito dalla stessa Aifa!

Ecco uno stralcio del decreto 52 del 22/04/2021 dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del contagio da  SARS-CoV-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per gli  esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse  sanitario”:

“1. In considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, fino alla completa attuazione del piano di cui all’art. 1, co.457, della legge 30 dicembre 2020, n.178, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività’ nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati. La vaccinazione è somministrata nel rispetto delle indicazioni fornite dalle regioni, dalle province autonome e dalle altre autorità sanitarie competenti, in conformità alle previsioni contenute nel piano”.

Avete letto bene, un vaccino obbligatorio per la prevenzione dell’infezione. L’Aifa oggi dice che i vaccini non erano stati creati per impedire il contagio. Cade così quella certezza affermata dai medici e rafforzata dai proclami dei politici. Uno per tutti, quello dell’allora premier Mario Draghi (Ansa):

“L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore“. Solo che non era vero che il vaccino fermasse il contagio. C’era scritto nei bugiardini dice l’Aifa.

Ma c’è di più. Il professor Giorgio Palù, presidente dell’Aifa dal dicembre 2020 subentrato a Domenico Mantoan in una intervista del 24/12/2020 al Corriere della Sera firmata da Margherita De Bac dichiarò con fermezza: “Tutti i vaccini con alta efficacia, e questi lo sono al 95%, solitamente producono una immunità sterilizzante, il che equivale a protezione totale da malattia e infezione…”

Ma nella successiva intervista del 09/01/2022 rilasciata sempre a Margherita De Bac per il Corsera, cambia opinione e dice: “Parlare di immunità sterilizzante, quella che impedisce al virus di infettare le cellule, ha oramai poco senso…”.

Insomma, nemmeno il professor Palù, virologo del Comitato tecnico scientifico e presidente del cda dell’Agenzia del farmaco Aifa, già presidente della Società Italiana di Virologia, presidente vicario dell’European Society for Virology, autore di 600 pubblicazioni,  aveva più certezze, dal momento che aveva constatato che il vaccino non fermava i contagi. Nemmeno lui aveva letto i bugiardini?

Sulla liquefazione di tutta la categoria dei medici, appiattita agli ordini di scuderia, lasciamo la parola al professor Roy de Vita, primario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all’Istituto Nazionale dei Tumori di Roma “Regina Elena”.

“C’erano tre elementi fondamentali che avrebbero dovuto creare del dubbio – sostiene il professor de Vita – il mio mestiere è fatto di dubbi. Le certezze sono pochissime ed è soltanto il dubbio che ti fa andare avanti a cercare la verità e a progredire Allora le tre cose erano queste.

La prima: si è imposto anche ai guariti di vaccinarsi. Il vaccino serve a sviluppare degli anticorpi che vanno ad emulare quelli sviluppati naturalmente a seguito del contagio. Il guarito dunque ha gli anticorpi originali, mentre chi si vaccina possiede la copia. Esiste un settore dove l’originale valga meno della copia? Eppure nel vaccino per il covid il vaccinato valeva più del guarito. Una cosa inverosimile che avrebbe dovuto far scattare i campanelli di allarme a tutti. E non è accaduto!

Secondo punto: i bambini. Oramai è un dato acclarato, che penso nessuno abbia il coraggio di smentire: c’è un numero di miocarditi ed eventi avversi impressionante che hanno interessato questa categoria che è stata obbligata a vaccinarsi. Allora, il primo comandamento della medicina dice: primo non nuocere. Quindi se tu non hai notizia, e non la puoi avere, di quelli che sono gli effetti collaterali che potrà sviluppare quel farmaco quel vaccino, e tu e non hai il tempo di fare uno studio al riguardo, perché non ce l’hai, ma sai che quella categoria di persone, anche se si dovesse ammalare, non si ammalerà in maniera grave. I bambini e i ragazzi dovevano essere esclusi dalla vaccinazione, seguendo un principio di correttezza, rispettando il famoso primo comandamento, primo non nuocere.

Terzo argomento: donne in gravidanza. Alle donne in gravidanza non si dà manco l’aspirina, perché qualsiasi cosa possa accadere verrà data la colpa a quel farmaco somministrato, per cui nessun medico prescrive un farmaco a una donna incinta. Invece è stato detto loro che si potevano vaccinare, non ci sono problemi. Poi abbiamo visto quante problemi ci sono a livello di ciclo mestruale, di difficoltà di infertilità, mille cose che sono legate a tutto questo. Allora questi tre punti, i tre capisaldi su cui si sarebbe dovuto ragionare, non sono stati rispettati.

Ancora più dure le parole del professor Giovanni Vanni Frajese, medico endocrinologo e docente universitario, che in una recente videointervista a Red Ronnie sottolinea la “pista dei soldi”: gli ospedali ricevevano normalmente dallo Stato per un ricoverato 300 euro al giorno. Che diventarono 2000 euro al giorno per i ricoverati covid e 9000 euro al giorno per i ricoverati in terapia intensiva. “Erano sconsigliate le autopsie, quasi che il virus avesse la capacità di replicarsi in un corpo morto e passare dal corpo morto a chi lo stava esaminando.  Anche questo significa non sapere niente di medicina, niente. Il professor De Donno provò in qualche maniera a curare. La terapia era l’uovo di Colombo. Immaginatevi di essere morsi da un cobra, il cosiddetto anti cobra sono anticorpi ricavati da un coniglio che probabilmente è morto perché gli hanno messo il veleno del cobra ma ha sviluppato gli anticorpi. Io prendo quegli anticorpi li inietto e guarisco perché sono anticorpi specifici. Funziona per qualunque virus dall’ebola in giù proprio perché è specifico l’anticorpo che il mio corpo fa di fronte a una certa patologia. È fatto apposta per quella patologia. Se io sono in grado di prendere quegli anticorpi e di dargli un’altra persona è una terapia che ha tutto il senso. Ebbene, sono riusciti a dire che questa terapia non funzionava. Non si poteva parlare di nessun farmaco. Perché se parlavi di possibilità di cura farmacologica l’autorizzazione emergenziale per i farmaci per i cosiddetti vaccini non poteva essere data, perché la condizione sine qua non perché si dia in autorizzazione d’emergenza è che non esista alcuna terapia per la patologia di cui stiamo parlando. E allora non ci doveva essere la terapia. Solo tachipirina e vigile attesa. E allora, se non ce la terapia era giustificato quello che abbiamo vissuto, quindi capite quanto in realtà la cosa sia stata organizzata e portata avanti. Passo dopo passo e tutte le follie medico scientifiche e logiche sono state portate avanti, semplicemente perché avevano un obiettivo finale che era quello. Questa è l’illusione che hanno creato, ma era necessario, altrimenti non si poteva vivere niente di quello che abbiamo vissuto”.

Infine, ecco quanto dichiarato dal dottor Mariano Amici, medico chirurgo, in una intervista a La Verità. Era un siero sperimentale, quindi a distanza di qualche anno doveva finire la sperimentazione, entro fine 2023 e ci dovevano esserci dei dati. Dove sono questi dati? “Non c’è alcun dato, perché questi vaccini non sono mai stati approvati. Che significa approvare un prodotto? Significa verificare l’efficacia e l’innocuità. Tutto questo non è mai stato fatto. I vaccini anticovid non sono mai stati approvati e sono stati introdotti in commercio come una forma di sperimentazione. Ma che sperimentazione è stata fatta? Senza la vigilanza attiva del paziente, controllato da un mese dal vaccino, dopo tre mesi, dopo sei mesi, dopo un anno, dopo 5 anni. Come facciamo a far venir fuori o a verificare gli effetti avversi? È impossibile. Tanto è vero che tutti gli effetti avversi che si sono determinati non sono venuti fuori per vigilanza attiva, che doveva essere fatta per legge, ma a fronte di comunicazioni fatte da qualche medico di famiglia o dallo stesso paziente che in qualche maniera ha denunciato la cosa. Ma questa casistica rappresenta solo l’1% di quella che poteva emergere a seguito di una vigilanza attiva. Quindi, se noi oggi registriamo 10 effetti avversi, con la vigilanza attiva avremmo verificato 100 effetti avversi. Questa è la proporzione. Quindi questo la dice lunga sulla gravità di mettere in commercio anche, per alcune categorie in forma obbligatoria, questo vaccino, senza neanche poi porre a monitoraggio e stabilire l’eventuale nesso di causalità tra il vaccino ed eventuali effetti avversi. Tutto questo a mio parere rappresenta anche un crimine, che dovrebbe essere sindacato e poi eventualmente perseguito, cosa che pure in questo caso non viene fatto”.

Roberto De Nart

 

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