HomeCronaca/PoliticaBelluno, Regolamento frazioni: un pasticcio senza fine  * di Francesco Rasera Berna

Belluno, Regolamento frazioni: un pasticcio senza fine  * di Francesco Rasera Berna

Francesco Rasera Berna, avvocato

Siamo infine arrivati alle elezioni per i capifrazione.
La gran parte delle frazioni vede un solo candidato; grazie al regolamento basta che quel candidato si presenti alla cd”assemblea” e si voti, risulterà eletto.

Il caso limite viene indicato non già per sminuire o non prendere in considerazione la buona volontà di chi si rende disponibile ad un incarico gratuito e (se attentamente svolto) gravoso, ma per sottolineare come il regolamento non si sia posto in alcun modo il tema della rappresentatività che invece – se si parla di partecipazione – è fondamentale.

D’altro canto per le assemblee in cui si voterà neppure si è voluto prevedere uno spazio di discussione ed anzi l’emendamento che lo proponeva è stato bocciato dalla maggioranza di destra.
Tuttavia, se già il regolamento mostrava tutti i suoi gravissimi limiti, ora il Sindaco ci mette del suo con il provvedimento (di che tipo?) che convoca le assemblee.
Che l’assemblea diventi in realtà solo un seggio elettorale dalle regole strampalate lo dimostra l’avviso che ”dopo l’avvio delle operazioni di voto non sarà permesso ad altri elettori di partecipare alle votazioni, per cui si chiede di essere presenti nel giorno ed ora indicati”: insomma, poiché non è previsto dibattito, chi arriva un minuto in ritardo non vota…

Ha un senso? O meglio sarebbe stato scrivere la durata delle operazioni di voto?

Che il regolamento – che prevedeva la verifica dell’elettorato attivo attraverso la produzione della tessera elettorale, poi maldestramente eliminata per l’estensione del diritto agli ultrasedicenni – sia rimasto monco di una parte così importante come la verifica del diritto di voto è provato dall’invito a portare con sé la carta di identità. Ma cosa significa un invito?

Cosa farà la presidenza del seggio elettorale a fronte di un cittadino che non sia così gentile da portarsi dietro la carta di identità? E tutti i i seggi opereranno nella stessa maniera?

In realtà la previsione deve essere specifica e chiara oppure vuol dire che di fatto non si stabiliscono regole e si apre la porta al caos ed alla discrezionalità quando non all’arbitrio; bastava scrivere che è necessario portare con sé un documento di identità che rechi la residenza o essere conosciuti personalmente.
Infine – ma altro ci sarebbe da dire – la previsione ad hoc per la frazione di Levego che non ha alcun candidato.
Intendiamoci: nessun dubbio che Levego debba – se lo vuole – avere il suo capofrazione e che è necessario fare il possibile perchè ciò avvenga, ma non si può derogare ad un regolamento approvato dal consiglio senza che il consiglio si esprima.
Invece il provvedimento del sindaco recita: ”per la sola frazione di Levego, l’assemblea frazionale può decidere a maggioranza dei presenti di votare le candidature presentate in sede di apertura della stessa”.

A parte l’orrida formulazione, questa è una vera e propria deroga al regolamento, che fra l’altro bypassa completamente i controlli sul possesso dei requisiti previsti dall’art.4 del regolamento.
Può un organo diverso dal Consiglio modificare e derogare all’atto regolamentare di questo organo del Comune?

Io non credo, ma non posso che girare la domanda al Presidente del Consiglio Comunale ed al Segretario.

Resta comunque il fatto che – quali che fossero i propositi dell’amministrazione con il regolamento – mesi e mesi di fatiche (e di sufficienza ed autosufficienza) hanno creato un bel pasticcio, carne o pesce che fosse.

Francesco Rasera Berna

Consigliere comunale “Insieme per Belluno Bene Comune”

 

 

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