
Nella mattina del 3 settembre la deputata PD per la provincia di Belluno Rachele Scarpa e il segretario del PD Città di Belluno, Davide Noro, hanno effettuato un accesso alla casa circondariale di Baldenich, in continuità con l’iniziativa nazionale del Partito Democratico “Bisogna aver visto”. L’iniziativa ha impegnato i rappresentanti del partito a tutti i livelli per andare a conoscere e verificare lo stato della detenzione nelle carceri italiane.
La visita, lunga e approfondita, ha dato modo di constatare difficoltà che vanno inquadrate in un quadro più ampio di sofferenza del sistema carcerario a livello nazionale.
Anche nel carcere di Belluno c’è una situazione di sovraffollamento: sono 108 le persone detenute, di cui 57 stranieri (la capienza massima sarebbe di 90 posti). La carenza di organico complica il lavoro del personale penitenziario.
Le maggiori criticità riguardano la sezione dei detenuti comuni, dove sono trattenute 70 persone. Si riscontrano i problemi più importanti sul fronte dell’edilizia carceraria: una struttura vecchia e inadeguata, che richiederebbe una ristrutturazione e riorganizzazione complessiva, in quanto al momento l’accesso ai servizi igienici è limitato e inadeguato (3 docce comuni, spesso prive di acqua calda, al piano terra).
Nella struttura è presente una cooperativa che permette ad una buona parte dei detenuti di svolgere semplici lavori manuali con i quali avere un’entrata economica fissa. Ci sono ampi margini di miglioramento sul fronte della scolarizzazione dei detenuti: nonostante la possibilità di attivare percorsi formativi per il conseguimento della licenza media e del diploma di scuola superiore, non sempre l’area educativa riesce a trovare il numero di
studenti minimo per poter aprire una classe. Infine, sul fronte della salute mentale, non essendoci uno psicologo assunto direttamente, la struttura si appoggia a professionisti esterni i quali non possono soddisfare in modo adeguato la richiesta dei detenuti.
La recente approvazione del DDL Nordio non ha stanziato un euro per risolvere i problemi di cui anche Belluno risente. Il governo ha bocciato tutte le proposte delle opposizioni che tentavano di valorizzare la liberazione anticipata e le forme extracarcerarie di sconto della pena: nel frattempo in Italia continuano ad esserci più di diecimila detenuti in eccesso rispetto alla capienza massima degli istituti.
Il numero dei suicidi, anche tra gli agenti di custodia, è inaccettabile.
La sovrappopolazione e l’inadeguatezza strutturale degli edifici rendono più difficili le attività di lavoro, formazione e studio e fanno sì che si moltiplichino gli episodi di violenza. Nel frattempo continua a livello nazionale da parte della maggioranza la proliferazione di reati inutili, l’aggravamento delle pene esistenti e lo strangolamento dei servizi sociali e sanitari territoriali che costituiscono l’argine alla trasformazione delle carceri in discariche sociali.
Continueremo a seguire da vicino anche la casa circondariale di Belluno e interverremo ancora sul Ministero della Giustizia per migliorare le condizioni della vita ristretta in Italia, per chiedere l’incremento degli organici a partire dalla Polizia Penitenziaria, un vero investimento sulle pene alternative e più risorse per dare dignità e umanità al nostro sistema carcerario.
