La legge italiana dispone che le autovetture possono circolare soltanto se sono coperte da una specifica polizza assicurativa, la cosiddetta assicurazione RC auto (Responsabilità Civile Auto). L’obbligatorietà della polizza non è relativa soltanto alla circolazione sulle strade, ma anche al parcheggio su strade a uso pubblico o su aree private aperte al pubblico.
L’assicurazione RC auto tutela sia i danneggiati che i danneggianti: i primi perché sono risarciti dei danni subiti, mentre i secondi perché è la compagnia assicurativa che si fa carico dell’importo dovuto.
La tutela fornita dall’assicurazione non è gratuita, ma viene fornita a fronte del pagamento da parte dell’assicurato di un premio assicurativo (solitamente annuo) il cui importo viene determinato in base a diversi fattori.
Come si stipula una polizza RCA?
Se si deve assicurare la propria autovettura si può farlo sia recandosi presso la sede fisica di una compagnia assicurativa oppure stipulando una polizza online.
Dopo un primo periodo di diffidenza, le polizze online sono diventate sempre più diffuse perché, a parità di garanzie prestate, risultano mediamente più convenienti (le compagnie affrontano minori costi gestionali con queste polizze e, conseguentemente, possono praticare prezzi più favorevoli).
Un esempio di polizza online è l’assicurazione auto con Telepass che prevede sconti interessanti se si acquista almeno una garanzia accessoria (una copertura assicurativa facoltativa come per esempio “infortunio al conducente”, “furto e incendio”, “cristalli”, “kasko” ecc.).
Assicurazione RC auto: come funziona se si è neopatentati?
Uno dei fattori che incide negativamente sull’importo del premio assicurativo annuo è l’essere neopatentati.
Per la legge il neopatentato è colui che ha ottenuto la patente di guida da meno di 3 anni. Da un punto di vista legale, quindi, il neopatentato non è soltanto il ragazzo di 18-19 anni che ha conseguito da poco la patente, ma anche il cinquantenne che ha conseguito la licenza di guida da meno di 36 mesi. Si prescinde quindi dall’anagrafe e ci si basa sul concetto di “esperienza di guida”. Nei neopatentati che si assicurano si parte da una classe di merito di 14 su 18 (la più economica è la classe 1).
L’essere neopatentati pesa in negativo sull’importo del premio proprio perché, essendo minore l’esperienza di guida, il rischio di sinistro è statisticamente più probabile, a prescindere dal fatto che ci possano essere 18enni particolarmente diligenti nel condurre un veicolo e 40enni patentati da molti anni che guidano in modo sconsiderato.
Come rendere meno “pesante” il premio annuo per un neopatentato?
C’è qualcosa che si può fare per rendere meno pesante il premio annuo nel caso di neopatentati?
Una prima possibilità è quella della stipula di un’assicurazione auto familiare; così facendo si può beneficiare della classe di merito più conveniente presente nel nucleo familiare (con una polizza non scaduta o non sospesa); ovviamente il neopatentato deve risultare come facente parte del nucleo familiare.
Un’altra possibilità è avvalersi della CU di un familiare convivente (Legge Bersani), anche qualora il veicolo venga intestato a un neopatentato.
Altra strategia possibile, infine, è quella di intestare l’auto al familiare convivente con la classe di merito più bassa; questi dovrà poi sottoscrivere il contratto assicurativo aggiungendo la garanzia guida libera, grazie alla quale si estende la copertura ad altri conducenti, ivi compresi i neopatentati.
