Il gruppo di minoranza Insieme Per Auronzo esprime il proprio sconcerto per il silenzio assoluto e la mancanza di interesse dell’attuale Amministrazione comunale auronzana nei confronti della questione del vincolo paesaggistico. Rammentiamo che la recente sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito la legittimità dei vincoli paesaggistici e ambientali sui comuni del Comelico e di Auronzo, che nel 2019 furono apposti con un decreto del Ministero dell’Ambiente e poi nel 2022 tolti con una sentenza del Tar del Veneto che dava ragione ai comuni di Auronzo, Comelico Superiore, Santo Stefano di Cadore, Provincia di Belluno e Regione Veneto,
Evidenziamo che nel 2019/2020 l’allora Sindaco e la Giunta avevano partecipato a numerosi incontri e tavoli tecnici, presso la sede del Genio Civile di Belluno, presso la Regione Veneto a Venezia, a Roma presso il Ministero, in Unione Montana Comelico con i colleghi Sindaci del Comelico, ponendo con forza la richiesta di non adottare il provvedimento, imposto senza alcuna condivisione con le Amministrazioni comunali, e di aprire un tavolo di approfondimento condiviso con la Regione e i Comuni che evitasse l’imposizione dei vincoli paesaggistici dall’alto e non condivisa preventivamente con gli enti locali interessati.
Nelle varie sedi l’Amministrazione Pais Becher aveva fatto presente che in relazione alla continuità del vincolo per quanto riguarda il Comune di Auronzo di Cadore questa è già garantita totalmente dagli attuali vincoli paesaggistici esistenti e applicati dal Comune in ogni attività edilizia. In particolare si ricorda che tutto il territorio comunale a nord del centro urbano di Auronzo è considerato di alto valore paesaggistico a seguito dell’approvazione del Piano d’Area Auronzo – Misurina da parte della Regione Veneto con Deliberazione di Consiglio Regionale n. 61 del 30.07.1999. Il Comune di Auronzo di Cadore, pertanto, assoggetta già tutta l’area a vincolo paesaggistico, per oltre il 90% del proprio territorio. L’applicazione dei vincoli della Legge Galasso, decreto legge 42/2004, comporta l’estensione di detto vincolo alle parti urbane di Auronzo nella bassa Val d’Ansiei, escludendo una fascia di circa 200 m tra il vincolo derivante dal Fiume Ansiei alla fascia effettivamente boscata presente sui versanti e solo in sinistra idrografica della valle. Nello specifico il Comune di Auronzo di Cadore ha sempre considerato assoggettato a vincolo paesaggistico il territorio effettivamente boscato e non solo quello derivante dalle carte tematiche del territorio boscato, vincolando di fatto tutti versanti vallivi.
Purtroppo ogni tentativo di dialogo è stato vano, il vincolo è stato applicato con un aumento della burocrazia e delle tempistiche per i cittadini, mentre i Comuni interessati, insieme alla Provincia di Belluno e alla Regione Veneto, hanno dovuto ricorrere al TAR del Veneto, che aveva dato loro ragione nel 2022.
Ora che il Consiglio di Stato ha ribaltato di fatto la sentenza del TAR i Sindaci del Comelico hanno immediatamente convocato una riunione per concertare una posizione comune, dal Sindaco e dall’Amministrazione auronzana invece abbiamo assistito al silenzio assoluto. Come gruppo di minoranza chiediamo al Sindaco di Auronzo un’azione urgente e condivisa con i Sindaci del Comelico, così come fatto finora. Rammentiamo che il vincolo comporta un aumento della burocrazia e delle tempistiche per i nostri concittadini, in un’area che già sta soffrendo per lo spopolamento e la fuga dei giovani cervelli dalla montagna.
