Un caso paradigmatico: oggi produrre un litro di latte costa tra i 55 e i 60 centesimi; agli allevatori bellunesi, però, vengono riconosciuti appena 52 centesimi al litro
Oggi produrre un litro di latte costa tra i 55 e i 60 centesimi al litro; agli allevatori, però, vengono riconosciuti appena 52 centesimi al litro. “In pratica, stanno lavorando in perdita”, sottolinea Cia Belluno. Non solo. Fatto 100 il prezzo di un prodotto sugli scaffali dei supermercati, all’imprenditore agricolo rimane, se gli va bene, solo il 10%.
“Lungo la filiera si verificano dei rincari generalizzati che risultano difficili da intercettare”, ha spiegato il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini, in apertura dell’assemblea regionale di Cia Veneto che si è tenuta nei giorni scorsi al Crowne Plaza di Padova. “Il nostro è un grido di dolore che non può e non deve rimanere inascoltato – ha aggiunto lo stesso presidente – Fra le altre questioni, urge una vera applicazione del Decreto Legislativo 198 dell’8 novembre 2021 sulle pratiche sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare”. Ovvero, “va istituita a livello nazionale la figura di un ente in grado di monitorare, ed eventualmente sanzionare, tutte quelle azioni che danneggiano il mercato agroalimentare; come, ad esempio, la vendita di un prodotto palesemente sottocosto”.
Cia Veneto presenterà un pacchetto di proposte alle autorità competenti comprendente una legge nazionale che azzeri il consumo di suolo agricolo. E, ancora, la modifica della legge 157 del 1992 sulla fauna selvatica, come ha precisato il presidente di Cia Belluno, Rio Levis: “Serve passare dal concetto di protezione a quello di gestione”. Per quanto riguarda la risorsa idrica, con le riserve nivali che a metà febbraio hanno registrato registrano punte fino ad un -63% sulle Dolomiti rispetto al medesimo periodo del 2023, “va attuato un piano nazionale straordinario per la costruzione dei grandi invasi”.
Necessario, inoltre, snellire la burocrazia relativamente ai contributi della Pac, incagliati dalla miriade di nuove regole introdotte dalla riforma. E, non da ultimo, “bisogna far rispettare le regole commerciali internazionali in merito ai prodotti importati”. “Ora o mai più l’attuazione del Piano agricolo nazionale per l’agricoltura e l’alimentazione che abbiamo lanciato lo scorso 26 ottobre in occasione della grande manifestazione di Cia che si è tenuta a Roma”, ha concluso Levis. “Siamo tenuti a tenere il punto portando avanti le legittime richieste dei produttori”.
