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Oltre le Vette. Lunedì la presentazione de “Il saldatore del Vajont” di Antonio G. Bortoluzzi

Antonio G. Bortoluzzi

Dopo il successo a Pordenonelegge e in Alpago, luogo di residenza dell’autore, il nuovo libro di Antonio G. Bortoluzzi, “Il saldatore del Vajont” edito da Marsilio, inizia da Belluno la sua lunga strada di presentazioni e positivi riscontri.

Lunedì 9 ottobre (nel giorno del 60° anniversario della tragedia) alle ore 18 nella Sala
dell’affresco al primo piano di Palazzo Bembo, Bortoluzzi in un dialogo con Flavio Faoro
presenterà questo suo ultimo, importante romanzo. Una storia intessuta con pazienza,
annodando i tanti fili dei ricordi, delle testimonianze, dei decenni passati dall’autore
lavorando proprio ai piedi della grande diga, una vera, immensa lapide a ricordo dei quasi
duemila morti, delle distruzioni di cose e animali, dello sconvolgimento di una valle. Ma
anche del Paese: quel 9 ottobre 1963 segna infatti una soglia, un prima e un dopo per
l’Italia intera, non solo per la nostra provincia. Segna, probabilmente, la fine dell’illusione
della superiorità della tecnica sulla natura, della scienza sulle forze incontrollabili della
Terra, del progresso e del benessere ottenuti sacrificando una comunità in una valle di
montagna. Ci vorranno prima le parole di una giornalista coraggiosa come Tina Merlin, poi
le infinite carte di un processo e di una sentenza, e poi libri, tanti libri, e film e
testimonianze che provano a raccontare. Ma, inevitabilmente, sempre in modo parziale. E
Bortoluzzi lo sa. Il suo non è un romanzo che ricostruisce la vicenda. E un racconto
sull’oggi, su cosa sia il Vajont oggi, per una persona qualunque, come noi, con la
particolarità di avere gli stessi anni del disastro e di aver lavorato per decenni proprio ai
piedi di quella diga, vedere i luoghi, attraversare gli spazi, incasellare all’interno di una
giornata di visita degli impianti le tante voci, i racconti, le immagini di quella notte. E’ un
bel libro, in cui sarà facile un po’ ritrovarci, noi che viviamo qui e questa storia la
conosciamo. Ma anche i tantissimi in Italia che, ormai, non sanno, o hanno dimenticato, o
hanno informazioni fuorvianti e sbagliate, troveranno materiale per imparare, meditare,
stupirsi. Perché Bortoluzzi ha soprattutto questa capacità, di essere molto, molto vicino
alle persone: le persone di cui racconta la storia, le piccole e grandi vicende di una
comunità di montagna, di una fabbrica, di un paese. E le persone che leggono i suoi testi,
a cui parla con semplicità e franchezza, toccando corde magari profonde, ma condivise,
talvolta nascoste e inavvertite, ma forti e ben presenti.
Un’opera diversa dalle precedenti dell’autore, dunque, in cui la narrazione è meno lineare,
più articolata tra un presente facile da descrivere e un evento quasi impossibile, nella sua
disumanità, da raccontare. E un passato lungo sessant’anni che unisce i due momenti, con
tante vicende, avventure, storie di uomini e di donne che l’autore ha conosciuto, ha
cercato, e da cui ha estratto con pazienza e rispetto i ricordi.
La presentazione del libro sarà accompagnata da letture dal vivo a cura di Sonia Vazza.

Antonio G. Bortoluzzi è nato nel 1965 in Alpago, Belluno, dove tuttora vive. Finalista per due volte (2008 e 2010) al premio Italo Calvino, nel 2010 ha pubblicato Cronache dalla valle, nel 2013 Vita e morte della montagna, nel 2015 Paesi alti, con cui ha vinto il premio Gambrinus-Giuseppe Mazzotti nella sezione Montagna, cultura e civiltà ed è stato finalista al premio della Montagna Cortina d’Ampezzo e al premio letterario del Cai Leggi montagna; i tre romanzi, pubblicati da Edizioni Biblioteca dell’Immagine, sono raccolti nell’antologia dal titolo Montagna madre, trilogia del Novecento (2022). È membro accademico del
Gruppo italiano scrittori di montagna (Gism) e suoi articoli sono pubblicati su riviste nazionali e sulle pagine culturali dei quotidiani del Nordest.

L’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Consigliata la
prenotazione online. Per ogni informazione consultare il sito www.oltrelevette.it

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