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Definanziamento dei servizi. La rete “Giù le mani dalla sanità bellunese” consegna le osservazioni a Palazzo Rosso

Belluno, 30 agosto 2023 – Ecco il testo consegnato e letto ieri davanti a Palazzo Rosso sulla sanità pubblica bellunese, prendendo spunto dal fatto che il sindaco di Belluno nonché presidente della conferenza dei sindaci ha inviato al presidente del Veneto e all’assessora alla sanità regionale una missiva sulla questione. Ci sembra fondamentale che siano in primis i primi cittadini a muoversi politicamente su come è la situazione dei servizi pubblici, per prima la sanità pubblica.

In un momento storico in cui assistiamo ad un vero e proprio smantellamento del sistema sanitario pubblico, e con esso la messa in discussione del diritto alla salute e dunque alla vita stessa, plaudiamo alla presa di posizione e soprattutto all’interesse verso il diritto alla salute nei luoghi e dalle persone che tutti noi cittadini abbiamo delegato per gestire i beni della comunità.
Bene, era ora!
Non avendo letto la missiva che il primo cittadino del Comune di Belluno, Oscar de Pellegrin, ha inviato al Presidente della Regione Luca Zaia e all’assessora alla Sanità Manuela Lanzarin sulle criticità della nostra Sanità pubblica Bellunese, non possiamo, ovviamente, entrare nel merito della stessa né ci permettiamo di esprimere giudizi riguardo la modalità utilizzata.
Possiamo, invece, lanciare un appello agli altri sindaci affinché prendano collegialmente posizione denunciando la situazione che si vive in provincia, informandosi e occupandosi prioritariamente delle questioni della salute e della protezione sociale dei concittadini.
La stessa Conferenza dei Sindaci avrebbe sulla sanità un compito di controllo, di proposta e di rivendicazione nei confronti delle aziende sanitarie e nei confronti della Regione Veneto.
Di questo non si sa nulla anche perché, in barba al regolamento, anche agli organi di stampa è precluso l’accesso agli incontri e, di conseguenza, i cittadini non vengono informati riguardo discussioni e/o eventuali decisioni. (Da quanto risulta , ultimamente , gli incontri non sono più pubblici né si pubblica il verbale).

Il 30 agosto alcuni componenti del consiglio comunale di Belluno presenteranno una mozione sul tema della sanità pubblica locale, di cui ascolteremo attentamente i contenuti.
L’auspicio è che anche attraverso i canali istituzionali si rimarchi ciò che da tempo come cittadini, associazioni e realtà diverse , oggi confluiti nella rete “ Giù le mani dalla Sanità Bellunese”, denunciamo.
I primi segnali del ridimensionamento della sanità bellunese, sono arrivati da piccoli passaggi, parziali spostamenti, trasferimenti silenziosi e riduzioni dei servizi sanitari progressivamente sempre più evidenti.
A Pieve di Cadore il primo “botto”.. poi Agordo… e poi si sono avvertiti i primi scricchiolii anche nei grossi centri, in primis Feltre e Belluno , dove forse ci si illudeva di essere al riparo dai tagli indiscriminati:
Chiuso il centro trasfusionale….ginecologia soppressa…senologia accentrata…psichiatria chiusa o sospesa (?!) neurochirurgia spostata altrove, neurologia forse ma ….aspetta perché i cittadini cominciano a brontolare…è meglio soprassedere (aspettiamo il momento migliore ?)… tanto per citarne alcuni.
Anche quando ci sono Accordi e Convenzioni Interregionali, le Delibere di continuare a svolgere i servizi di cura vengono disattese (vedi senologia di Feltre).
Sembra la trama di un romanzo noir, ma non lo è: parliamo di vite reali, di persone in carne ed ossa.
Se le difficoltà del Sistema Sanitario riguardano l’intero territorio nazionale, qui in montagna il problema si aggrava e lo diciamo in tanti: vi è una popolazione anziana, chi con reddito basso o inesistente , inoltre distanze e organizzazione della vita in montagna creano difficoltà superate solo in parte grazie ad una rete di familiari, di volontari e di associazioni.

L’organizzazione della cura che inizia con le interminabili liste d’attesa rappresenta già una discriminazione fra chi si può permettere di “saltarle” (ovviamente rivolgendosi alla sanità privata) e chi invece non può ed è costretto ad aspettare.
Lo descrive bene il report sull’esito del questionario che CoVesaP (coordinamento Veneto Sanità Pubblica) ha reso noto a luglio scorso e frutto di un lavoro di raccolta dati in tutte le ULSS Venete.
Sulla distanza poi conosciamo le problematiche legate all’insufficiente servizio di elisoccorso, delle scarse ambulanze…dei km macinati per raggiungere il centro più vicino “salvavita”.
Articoli su articoli, denunce che sembrano non arrivare in regione e se arrivano creano disagio e “malumore”.
Come rete “Giù le mani dalla Sanità Bellunese” auspichiamo che la mozione in Comune a Belluno venga accolta e discussa, e che serva da “stimolo” anche ad altri Comuni in modo che si affronti finalmente il tema della sanità in maniera globale.

Nonostante l’aumento dei bisogni socio-sanitari, Il bilancio previsionale 2024 della Regione Veneto destina alla Sanità pubblica 10 miliardi di euro, la stessa cifra inviata nel 2023 dal Governo centrale alla Regione in materia di sanità.
Ciò vuol dire che con gli aumenti della gestione e delle spese (basta solo il costo dell’energia) non sarà possibile potenziare e riattivare anche le sole assunzioni del personale, prevedere una programmazione a lungo termine, né migliorare le condizioni economiche dello stesso (la spesa del personale è ferma ai livelli del 2004) a fronte di condizioni di lavoro estenuanti che portano – in particolare OSS e Infermieri – a fuggire dal SSN e scegliere addirittura lavori completamente diversi.
Perderemo tutta la loro professionalità oltre ai medici che in numero sempre più importante abbandonano le strutture pubbliche in favore di quelle private.
Di contro ASL e ospedali utilizzano i medici a gettoni pagati alla voce di spesa “ beni e servizi”, che non ha tetti da rispettare ( oltre a far parte di Cooperative dove non ci sono regole precise per la loro “assunzione”).
Nel 2013 si inneggiava al progetto che vedeva apertura anche notturna di radiologia, a luglio 2023 si “comperano” dall’Ex Salus di Belluno prestazioni radiodiagnostiche per 524mila euro.

Nel frattempo leggiamo sui quotidiani che si parla di investimenti milionari per una Pista da Bob “non necessaria” e di un villaggio olimpico realizzato da casette provvisorie che quando saranno smontate lasceranno una bella spianata nel nostro bel paesaggio invidiato dal mondo.
Senza nulla togliere agli sportivi, che usufruiranno di tali dispendiose opere per poco tempo, noi cittadini saremo beffati due volte:
pagheremo caro per le spese di realizzazione delle opere Olimpiche Milano-Cortina 2026 ( a fronte di altre ben più necessarie) e pagheremo dopo nel vedere tali opere inutilizzabili .
Anziché investimenti nella sanità pubblica che porterebbe benefici a tutti i cittadini, si sceglie di dirottare investimenti che porteranno vantaggi solo a pochi.
Privato o privato convenzionato sono parole che vengono sempre più utilizzate ma che a noi della rete “Giù le mani dalla Sanità Bellunese e a Covesap suonano male perché invece di potenziare e qualificare il Servizio Sanitario Nazionale si tende appunto al definanziamento dei servizi, al depotenziamento e alla mancata valorizzazione del personale che a tutti i livelli opera al suo interno.
Tanti sono gli aspetti per i quali staremmo ore a parlare, pochi e soli sono coloro che tenacemente nel tempo hanno cercato di evidenziarli.
E’ arrivato il tempo di farlo in tanti e unendo le varie realtà che si occupano del tema , chiedendo :
A) Che venga istituita la “ CONSULTA PER LA TUTELA DELLA SALUTE” nei Comuni Bellunesi quale organo consultivo e propositivo per quanto riguarda le materie sanitarie, socio-sanitarie e sociali a rilevanza sanitaria .
Luogo politico dei cittadini attenti a questa tematica per monitorare la situazione attuale, intercettare carenze e bisogni, dialogando con coloro che vivono quotidianamente la sanità pubblica ( da lavoratori e/o da utenti) e farsi poi portavoce e promotore di nuove e buone pratiche.
B) Riportando in Piazza tutti coloro che vivono la difficoltà di questo territorio e rivendicando il diritto all’accesso alla prevenzione , al benessere e alla cura che il Sistema Pubblico è tenuto a garantire, come prevede la nostra Costituzione:
CoVEsap (Coordinamento Veneto Sanità pubblica) e la rete “Giù le mani dalla sanità bellunese” stanno lavorando in tal senso per la terza manifestazione regionale a BELLUNO il 28 OTTOBRE P.V.

rete “Giù le mani dalla Sanità bellunese”

 

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