Feltre, 23/04/2026 – La DGRV n. 626/2024 definisce “ambito di garanzia territoriale” il bacino territoriale minimo entro il quale deve essere soddisfatta la domanda di prestazioni entro i tempi massimi previsti dalla priorità assegnata sulla ricetta.
Ora con l’apertura dell’ospedale di Cortina, che ci piace ricordare essere a gestione privata – con convezione con il SSN – dal colosso della sanità privata GVM, per alcune prestazioni elencate nella lista opportunamente pubblicata dalla AULSS1 Dolomiti, molti sono i pazienti dirottati a Cortina. Molti di loro chiamano lo Sportello Diritto alle Cure, gestito dal Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute-Giù le mani dalla sanità bellunese (e in coordinamento con il progetto di CoVeSaP) per lamentarsi soprattutto della distanza e proprio dal non essere presi in carico da un ospedale pubblico.
Lo abbiamo già denunciato tempo fa, ma oggi si rinnova il problema che crea disagi notevoli lì dove c’è una distanza notevole e in caso di persone anziane.
Vi sono persone dall’intera provincia e di diversa età. Qualcuno accetta avendo paura di perdere la priorità, altri vengono rimessi in lista d’attesa… e attendono. Cortina d’Ampezzo non è dietro l’angolo, non è collegata al resto della provincia direttamente e comodamente dai mezzi pubblici e i costi per spostarsi in auto gravano sul bilancio delle famiglie.
L’ennesimo caso è accaduto in questi giorni, denuncia il Comitato, ad un signore feltrino 85enne che si è visto fissare come prima istanza a Cortina una visita di primo accesso. Di fronte alla impossibilità di arrivarci (né di guidare o di avere un accompagnatore) la solerzia del personale del Cup (o la particolare “attenzione al nonnino”) ha dato nuova data che però non rispetta i dati di priorità e anzi vanno a quasi un mese dall’emissione della ricetta, nonostante un quesito diagnostico da risolvere a breve.
Cosa dice la normativa?
1) Vi è un ambito territoriale minimo entro il quale deve essere soddisfatta la domanda di prestazione che si identifica, di norma, con il Distretto
2) Ogni singola Azienda (intendendo anche la ns Ulss1) deve definire un ambito geografico di garanzia assicurato … tenuto conto anche delle caratteristiche oro-geografiche territoriali e devono essere garantiti i tempi massimi.
3) Qualora l’assistito scelga liberamente di prenotare la prestazione presso una struttura, rinunciando alla prima disponibilità offerta, la prestazione viene codificata in G2 (garantita 2) e, nel caso di Primo Accesso non rientra più nel monitoraggio delle liste d’attesa, e quindi può essere dato un appuntamento ben oltre i giorni di priorità indicati in ricetta
Cosa dice quindi la realtà?
Non possiamo definire scelta quella operata dalle persone che non possono andare a Cortina d’Ampezzo per una visita o prestazione (ci sono casi di visite ortopediche ma anche risonanze e raggi !!) ma bensì una necessità.
Che a voler pensare male questa opzione può diventare un espediente per uscire dal monitoraggio nazionale (il sistema che raccoglie dati regionali di garanzia del rispetto equo dei tempi massimi d’attesa e l’assegnazione di un punteggio ai Direttori generali, purtroppo aggiungiamo, solo nei casi di Primo accesso)
Che va rivista la tabella di riferimento all’ambito territoriale che in questo momento “facilita” la GVM e Ospedale di Cortina le cui attrezzature e ambulatori “vanno riempiti per primi dai pazienti bellunesi, ovunque sia il loro luogo abitativo, l’età e la disponibilità economica anche solo per spostarsi.
Come Sportello Diritto alle Cure (388 6390112 – Feltre Via Monte Cima 1)
Siamo a disposizione e attenti.
Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute – Giù le mani dalla Sanità Bellunese
