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Raccolta firme contro i vincoli su Comelico e Auronzo. De Carlo: “Ho già firmato, nessuno espropri la popolazione della libertà di scegliere il suo destino”

Luca De Carlo, deputato e sindaco di Calalzo di Cadore

È del deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo, la prima firma nella raccolta contro i vincoli imposti sul territorio del Comelico e di Auronzo di Cadore, promossa dal comitato “Sì al collegamento Val Comelico-Val Pusteria”.

“Ho partecipato con grande interesse all’incontro organizzato sabato a Comelico Superiore, e ringrazio per l’impegno il comitato. Con la mia firma, ho solo voluto ribadire quanto sostengo da tempo: la mia totale disponibilità, nonostante il mio ruolo di minoranza in Parlamento, a sostenere questa battaglia, e con me è a disposizione tutta Fratelli d’Italia, oltre ai cittadini che rappresento”.

A conferma di questo, De Carlo annuncia che nella seduta del consiglio comunale di Calalzo di Cadore convocata per lunedì 30 dicembre sarà approvata una delibera a sostegni dei comuni colpiti dai vincoli ministeriali.
De Carlo rivendica il ruolo che la politica deve avere in questo contesto: “Dai sindaci ai parlamentari, serve unione totale. La politica si riappropri della sua funzione decisionale, e non diventi succube di qualche tecnico. Faccio a tutti un appello: questa battaglia non sia del solo Comelico, ma di tutta la provincia di Belluno, che deve farsi sentire contro la prepotenza dei funzionari e la complicità del ministro”.

Per il deputato bellunese, resta centrale la necessità di far scegliere il destino della montagna a chi la vive: “È ormai chiaro che questi vincoli sono una vendetta nei confronti di chi ha osato alzare la testa. Il messaggio da dare è uno solo: noi non ci piegheremo, vogliamo battere questa visione oscurantista e l’esproprio della libertà di scelta subìto dalle popolazioni. Qualcuno ha una visione del mondo anacronistica, con la montagna vista solo come un luna park o una riserva indiana: bene, sappia che gli indiani venderanno cara la pelle. Io e FdI continueremo a batterci: lo abbiamo fatto con le iniziative di piazza, come la partecipazione alla manifestazione di giugno o l’organizzazione del flash mob a Longarone due settimane fa, e tramite le vie istituzionali, portando la questione in Parlamento. Per portare a casa il risultato, però, dobbiamo essere tutti uniti e determinati”.

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