Lisbona, 2/05/2026 – Importante riconoscimento internazionale per il Polo UniDolomiti della SSML/Istituto di grado universitario San Domenico di Roma. Il 20 maggio 2026, l’Ateneo italiano è stato protagonista a Lisbona in occasione della prestigiosa Conferenza internazionale intitolata “Direito constitucional em mudança: um olhar a partir de Itália” (Il diritto costituzionale in mutamento: uno sguardo dall’Italia).
L’evento, svoltosi nella sala de atos del Campus Quinta do Bom Nome presso la Universidade Europeia, ha visto la partecipazione, in qualità di visiting professors, di due stimati docenti del Polo UniDolomiti: il prof. Rudi Di Marco (Diritto privato e Filosofia del diritto) e il prof. Daniele Trabucco (Diritto costituzionale e Diritto pubblico comparato).
L’incontro, nato su invito del prof. Pedro Velez della Universidade Europeia, ha registrato una straordinaria affluenza di studenti, docenti e studiosi, consolidando il legame accademico tra Italia e Portogallo.
Ad aprire i lavori è stato il prof. Rudi Di Marco con un intervento di forte spessore filosofico-giuridico dedicato al tema “Diritto e diritti umani”. Il docente ha analizzato le criticità e le aporie del concetto moderno di diritti umani, evidenziando i rischi che corrono quando vengono sradicati da un fondamento oggettivo, ontologico e giusnaturalistico.
“La moltiplicazione contemporanea dei diritti è uno dei segni più evidenti della crisi del diritto moderno.”
Secondo Di Marco, la teoria contemporanea rischia di trasformare il diritto da “ordinamento della giustizia” a mero spazio di rivendicazioni soggettive e mutevoli. Senza un ancoraggio saldo alla natura dell’uomo e a una concezione sostanziale della dignità personale, il linguaggio dei diritti rischia di ridursi a una grammatica del desiderio o della volontà politica contingente.
Il testimone è poi passato al prof. Daniele Trabucco, che ha relazionato sul tema “Organizzazione del potere politico”. Trabucco ha sviluppato una profonda riflessione sulla natura del potere alla luce del diritto naturale classico e della prospettiva aristotelico-tomista.
Il nucleo del suo intervento ha riguardato la legittimità del potere, la quale non può esaurirsi nella semplice legalità formale o in una tecnica di governo, ma deve necessariamente essere ricondotta alla sua finalità intrinseca: l’ordinazione al bene comune. Il professore ha criticato le derive contemporanee che separano la norma positiva dalla giustizia e la decisione politica dalla verità, invitando a ripensare l’architettura istituzionale come uno strumento per la promozione del bene umano integrale.
Entrambe le relazioni hanno suscitato un intenso dibattito in aula, raccogliendo il plauso unanime della comunità accademica portoghese per la capacità di ricondurre la crisi delle categorie giuridiche moderne (sovranità, costituzione, libertà) a una più radicale questione filosofica: il rapporto inscindibile tra diritto, verità e giustizia.
Al di là dell’alto valore scientifico, l’appuntamento di Lisbona ha gettato le basi per una futura e fattiva collaborazione tra il Polo UniDolomiti della SSML San Domenico di Roma e la Universidade Europeia. Sono già in fase di studio, infatti, nuove iniziative comuni legate alla ricerca, allo scambio scientifico e all’internazionalizzazione nei campi del diritto costituzionale, della filosofia del diritto e della teoria politica.
