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Tra slitta, inclusione e futuro: Flavio Menardi incanta i giovani al Museo Etnografico Dolomiti

La visita speciale con l’atleta alla mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione” diventa occasione di confronto con gli studenti dell’Istituto Agrario di Vellai e la consigliera De Francesch

Cesiomaggiore, 25/03/2026 – Un incontro che unisce sport, memoria e nuove generazioni: nel pomeriggio di ieri, martedì 24 marzo, il Museo Etnografico Dolomiti di Cesiomaggiore ha ospitato Flavio Menardi per una visita speciale alla mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, promossa dalla Provincia di Belluno in collaborazione con Fondazione Cortina nell’ambito del progetto #SCIVOLARE.

Accanto alla direttrice e curatrice Cristina Busatta, l’atleta ha attraversato il percorso espositivo offrendo una lettura contemporanea dei temi della mostra, tra sport, identità e inclusione. All’incontro ha preso parte anche la consigliera provinciale con delega all’istruzione Vanessa De Francesch, a sottolineare il valore educativo e territoriale dell’iniziativa.

Protagonisti anche gli studenti dell’Istituto Agrario di Vellai: la loro partecipazione ha trasformato la visita in un momento dinamico e partecipato tra domande, curiosità e riflessioni che hanno dato vita a un confronto diretto con Menardi, capace di raccontare non solo il proprio percorso sportivo, ma anche una storia personale di determinazione e riscatto.

«È stato particolarmente significativo coinvolgere i giovani studenti in questa visita speciale, pensata come un momento di crescita e confronto», ha sottolineato la consigliera Vanessa De Francesch. «Si tratta di un’esposizione di grande valore, che racconta il nostro passato con uno sguardo rivolto alle nuove generazioni e al futuro, anche in vista dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Cortina 2028. Flavio Menardi ci ha parlato di vita, oltre che di sport: una fonte autentica di ispirazione e ottimismo, soprattutto per i ragazzi».

Un dialogo autentico, che ha reso l’esperienza qualcosa di più di una semplice visita: un’occasione di scambio tra generazioni, dove lo sport si è fatto linguaggio comune.

«Questa mostra racconta molto più di un oggetto: racconta un modo di vivere la montagna, fatto di comunità, ingegno e memoria condivisa», sottolinea la curatrice Cristina Busatta. «Oggi, dopo le Paralimpiadi di Milano Cortina, questo racconto acquista un significato ancora più profondo: ci ricorda che la tradizione non è qualcosa di fermo nel passato, ma una base da cui continuare a costruire nuove forme di sport, inclusione e futuro».

La presenza dell’atleta ha rafforzato il valore simbolico della mostra, che dedica spazio anche allo sport paralimpico, esponendo uno slittino per Para Ice Hockey: segno concreto di come la slitta, da oggetto della tradizione, sia oggi anche strumento di inclusione e innovazione.

«Non esistono limiti che non possano essere ripensati», commenta Flavio Menardi. «Le Paralimpiadi di Milano Cortina hanno acceso i riflettori su quanto lo sport possa cambiare lo sguardo delle persone, sulla disabilità e sulle possibilità di ciascuno. Lo sport ti mette alla prova, ti costringe a reinventarti, ma ti insegna anche che ogni ostacolo può diventare una nuova partenza. Se questo messaggio arriva ai ragazzi, allora incontri come questo hanno davvero senso: significa lasciare qualcosa che va oltre la gara, oltre il risultato».

Dalle slitte di un tempo allo sport di oggi

Visitabile fino al 30 aprile 2026, “La slitta fra tradizione, gioco e competizione” accompagna il visitatore in un viaggio che parte dalle pratiche quotidiane delle comunità dolomitiche — lavoro, gioco, vita sulla neve — e arriva fino alle discipline olimpiche e paralimpiche contemporanee.

Tra slitte storiche, materiali d’archivio e installazioni multimediali, la mostra restituisce un patrimonio culturale fatto di memoria collettiva e trasformazione, oggi più che dopo il grande successo dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e in vista dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2028.

 

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