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Frigidaire a Belluno: quando l’arte è resistenza nel congelatore della Storia

Inaugurata a Villa Buzzati la rassegna “Stampare fuori dalle righe”. Un viaggio tra la rivoluzione di Vincenzo Sparagna che evoca l’underground parigino di Les Frigos 

Belluno, 23/03/2026 – Non è stato solo un incontro sull’editoria, ma un salto in un’epoca in cui la carta stampata era un “territorio occupato”. Questo pomeriggio al Granaio di Villa Buzzati, la rassegna “Stampare fuori dalle righe” ha aperto i battenti celebrando il mito di Frigidaire, la storica rivista fondata nel 1980 da Vincenzo Sparagna.

A guidare il pubblico in questo “laboratorio di resistenza” sono state Laura Scarpa, fumettista e docente di fama, e la brand strategist Martina Gennari, ideatrice dell’evento insieme all’artista Alfonso Lentini e alla titolare del Granaio Buzzati Valentina Morassutti.

Frigidaire: l’eredità de Il Male e il sogno di Frigolandia

Nata dalle ceneri del settimanale satirico Il Male, Frigidaire è stata un’astronave culturale dove la politica internazionale conviveva con il cyberpunk e la filosofia con la pornografia d’autore. Come sottolineato durante l’incontro, la rivista non ha solo cambiato il fumetto, ma ha imposto una rivoluzione estetica che ha travolto moda e design. Un’esperienza di libertà che oggi prosegue a Giano dell’Umbria, nella Repubblica di Frigolandia, ma che a Belluno ha trovato un’eco particolare.

Ipotizziamo infatti un filo rosso – o meglio, un “filo freddo”- che unisce la rivista di Sparagna a Les Frigos di Parigi e alla città di Belluno. Protagonista di questo legame è stato il compianto artista bellunese Gino Silvestri (Premio San Martino 1989), che negli anni ’80 partecipò attivamente all’occupazione del mastodontico ex frigorifero parigino per salvarlo dalla demolizione.

“Les Frigos è un fabbricato di 5 piani senza finestre nel XIII arrondissement”, raccontava Silvestri nel 2020. “Era il frigorifero di Parigi… nel seminterrato c’è ancora una motrice che portava i prigionieri nei campi di concentramento. Nel 1990 gli artisti lo occuparono per salvarlo dal cemento moderno”.

Il parallelismo tra Frigidaire e Les Frigos è filosofico. Sparagna e i suoi vedevano probabilmente nell’occupazione parigina lo specchio della propria missione: trasformare spazi industriali “morti” in laboratori di creatività estrema.

  • Les Frigos conservava le merci; gli artisti vi hanno conservato la libertà.
  • Frigidaire usava l’ironia “gelida” del nome per preservare l’avanguardia dalla putrefazione del consumismo.

Sparagna definiva questa operazione “Arte Maieutica”: uno spazio che, come un freezer, mantiene fresco il “cibo per la mente”.

I generali della rivoluzione: Pazienza, Liberatore, Mattioli

La rassegna non poteva prescindere dai geni che hanno reso Frigidaire un’arma culturale. I “generali” di Sparagna hanno dato corpo al vuoto e alla rabbia di quegli anni:

  1. Andrea Pazienza: Con il suo Zanardi, ha disegnato il cinismo di una gioventù senza finestre, speculare al cemento di Les Frigos.
  2. Tanino Liberatore & Stefano Tamburini: Padri di Ranxerox, il “coatto sintetico” nato dal riciclo di una fotocopiatrice, simbolo perfetto di quell’estetica industriale cara all’underground parigino.
  3. Massimo Mattioli: Che con lo splatter geometrico di Squeak the Mouse ha trasformato il fumetto in un atto di disturbo, lontano dai salotti borghesi.

L’indipendenza come muscolo

L’appuntamento a “A casa di Dino” ha ricordato che l’indipendenza creativa è un muscolo che va allenato. In un mondo di palazzi di vetro e cemento che riflettono il passato senza viverlo, lo spirito di Frigidaire e il coraggio di artisti come Silvestri restano bussole fondamentali. La rassegna bellunese dimostra che, anche nel 2026, c’è ancora bisogno di “stampare fuori dalle righe” per restare umani.

La rassegna Stampare fuori dalle righe prosegue al Granaio di Villa Buzzati venerdì 27 marzo alle 18.30 con il libro delle Pipe, un trattatello surrealista scritto e disegnato da Dino Buzzati insieme al cognato Eppe Ramazzotti.

(rdn)

 

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