Non una mostra, ma un progetto editoriale in cinque numeri: da marzo a giugno il museo di via Mezzaterra abbandona l’esposizione tradizionale per trasformarsi in uno spazio di resistenza poetica e riflessione.
Belluno, 15/03/2026 – In un’epoca dominata dal rumore visivo e dalla velocità del digitale, il Museo d’arte contemporanea Burel di Belluno sceglie la via del silenzio, della cura e della “clandestinità”. Con il nuovo progetto Giornaletto clandestino, la stagione di via Mezzaterra riprende il filo della parata MASQUERADE iniziata lo scorso anno, ma lo fa con un cambio di passo radicale: per i prossimi quattro mesi, le pareti del museo non ospiteranno quadri o installazioni, ma si offriranno come una “sala di lettura” e un presidio di speranza.
Un omaggio alla resistenza della parola
L’ispirazione affonda le radici nella storia d’Italia e nella memoria personale della direttrice e curatrice Daniela Zangrando. Il progetto richiama esplicitamente “Non Mollare”, il primo foglio clandestino antifascista nato nel 1925.
«Mia nonna materna, poco prima di morire, mi raccontò di quel giornale ciclostilato che riuscì a pubblicare ventidue numeri sfidando il regime», spiega Zangrando. «Mi ha affascinato l’idea di una scrittura che è atto di presenza rivolto a una comunità invisibile. GIORNALETTO CLANDESTINO vuole essere proprio questo: un luogo minimo, libero, che accoglie la fragilità e la trasforma in forza».
Il formato: tra carta e “silenzio animale”
Il progetto si articola in cinque uscite editoriali tra marzo e giugno. Si tratta di fogli unici in formato A3, stampati con una cadenza di tre settimane. Al centro di ogni numero ci sarà la parola scritta, nuda ed essenziale, accompagnata da un’unica eccezione visiva: frammenti del mondo animale — musi, zampe, becchi — presenze discrete che simboleggiano un’esistenza segreta e riservata, lontana dal clamore della cronaca.
Il museo come rifugio
Per tutta la durata dell’iniziativa, il Burel cambierà la sua funzione pubblica. Non ci saranno inaugurazioni in pompa magna, ma una sobria vetrofania all’ingresso indicherà le date delle pubblicazioni. Nei sabati di uscita, il museo resterà aperto per sole due ore (dalle 10:00 alle 12:00), diventando un punto di raccolta dove sedersi, leggere e dialogare.
Ma il “Giornaletto” non resterà confinato tra le mura di via Mezzaterra: come ogni vera pubblicazione clandestina, alcune copie “appariranno” spontaneamente nel tessuto urbano di Belluno, tra i tavolini dei caffè e gli scaffali delle librerie, cercando il contatto diretto con i cittadini.
Il calendario delle uscite
Per chi volesse seguire questo esercizio di “speranza vigile”, ecco le date da segnare in calendario (tutti sabati):
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21 marzo 2026 (1° numero)
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11 aprile 2026 (2° numero)
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2 maggio 2026 (3° numero)
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23 maggio 2026 (4° numero)
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13 giugno 2026 (5° numero)
In un presente spesso percepito come brutale, il Burel invita la comunità ad abitare uno spazio di fiducia. Perché, come suggerisce la curatrice, la volontà di conoscere e di fermarsi a leggere è, oggi più che mai, un necessario atto di resistenza.
Info utili: Museo Burel, Via Mezzaterra 49, Belluno. Apertura nei giorni di uscita: ore 10:00 – 12:00. Sito web: www.burel.org
