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Sanità bellunese. Comitato Feltrino: “Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto”

Il Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute lancia l’allarme: «Tra piste da bob e nomine sospette, la montagna resta senza servizi. Non servono mattoni, ma persone»
Belluno, 05/03/2026 – Non è il sanatorio di Davos descritto da Thomas Mann, ma l’atmosfera che si respira tra le vette bellunesi inizia a ricordare quella “Montagna Incantata”: un luogo dove il tempo sembra sospeso e la realtà si deforma in paradossi burocratici. Il Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute rompe il silenzio con una nota durissima, mettendo a nudo il contrasto tra la narrazione scintillante dei grandi eventi e il progressivo svuotamento della sanità pubblica.

Il paradosso olimpico: “Piste da bob come scatole vuote”
L’accusa del Comitato è diretta e priva di giri di parole: il territorio sta pagando il prezzo di uno scadimento dei servizi che colpisce corpo e mente dei cittadini, da nord a sud della provincia. Al centro della critica c’è la gestione dei fondi legati ai Giochi Olimpici.

«Si legge di una sanità di montagna simile a una pista da bob: bella, nuova, costosissima ma inefficiente», attacca il Comitato. Il riferimento è alla tendenza a investire in grandi contenitori di mattoni lasciando però sguarnito il “contenuto”: il fattore umano. Mentre si festeggia l’arrivo di finanziamenti che spesso finiscono a strutture semi-private, mancano medici, infermieri e personale socio-sanitario nei presidi pubblici.

Il nodo delle nomine: un’Aulss senza “Capitano”
Oltre alle infrastrutture, a preoccupare è la gestione politica dell’Aulss Dolomiti. Il Comitato definisce «alquanto sospetta» la reiterazione di un direttore generale con la scusa di gestire la “coda” olimpica e punta il dito contro il vuoto di potere attuale:

«La nostra Aulss è ancora senza capitano. Forse perché è già pronto un altro “generale” che dovrà gestire un regno allargato? Noi montanari siamo davvero così stupidi?»

Il richiamo alle istituzioni è sferzante. Dove sono gli organi di rappresentanza? Dove sono i sindaci? Il Comitato denuncia una sorta di servilismo atavico o una mancanza di coraggio da parte degli amministratori locali, rei di accettare “l’obolo olimpionico” senza pretendere in cambio una qualità reale dei servizi per i cittadini.

La realtà oltre l’elogio della resilienza
C’è poi il tema della “montagna da cartolina”. Viene spesso celebrata la bellezza dei luoghi e la tenacia di chi li abita, ma questa retorica stride violentemente con il disagio quotidiano. La scoperta che i “fondi straordinari per la montagna”, dati per certi, sembrano svanire nel nulla è solo l’ultima goccia.

«Condividiamo la preoccupazione dei medici chiamati a operare in luoghi vuoti», conclude la nota del Comitato. Il rischio è la perdita definitiva di presidi fondamentali che, insieme a scuola e lavoro, permettono alla montagna di restare viva.

Il monito finale è un estratto di amara consapevolezza: «Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto». L’invito ai bellunesi è quello di uscire dall’ambiente ovattato dell’incantesimo olimpico prima che il risveglio sia troppo tardi.

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