
Gli operatori locali propongono una riflessione oggettiva, supportata da pareri esperti, sulla sostenibilità economica e territoriale della stazione
Belluno / Nevegal 11 gennaio 2026 – La presente nota è elaborata da operatori radicati da anni nel territorio che, dopo aver consultato esperti del settore, condividono una contro-analisi tecnica volta a rappresentare in modo oggettivo la situazione del Nevegal.
L’obiettivo non è contestare o colpevolizzare alcun soggetto, né proporre soluzioni preconfezionate, ma contribuire a una riflessione condivisa sulla complessità economica e territoriale del Nevegal, auspicando l’avvio di un confronto aperto e costruttivo tra tutte le parti interessate, finalizzato a una gestione intelligente, sostenibile e coerente con le specificità del territorio.
Il futuro del Nevegal passa dal dialogo e dalla collaborazione
Il futuro del Nevegal può essere costruito solo attraverso un dialogo serio e rispettoso, fondato sull’ascolto, sul confronto e su una visione condivisa. È necessario dimostrare, in tempi brevi, la volontà di superare interessi di parte a favore di una collaborazione reale e solida; in assenza di ciò, non si intravede un futuro per il Nevegal.
Tre livelli di sostenibilità da distinguere e integrare
La valutazione della gestione delle stazioni sciistiche richiede una distinzione e un’integrazione tra tre livelli di analisi:
– la sostenibilità economico-finanziaria della società di gestione degli impianti;
– la sostenibilità economica della stazione come sistema turistico;
– l’impatto economico, occupazionale e sociale sul territorio.
La mancata distinzione tra questi piani porta a valutazioni parziali e inadeguate per orientare le politiche territoriali.
Le specificità strutturali del Nevegal
Il Nevegal presenta caratteristiche strutturali precise: prevalenza di turismo giornaliero, scarsità di posti letto, bacino di utenza concentrato nelle aree urbane vicine e una storica funzione di stazione di prossimità al servizio del territorio.
Per questo motivo, la sua sostenibilità economica non può essere valutata esclusivamente su base aziendale, ma deve considerare il ruolo sistemico svolto nell’economia locale, provinciale e regionale.
Impianti di risalita come infrastruttura economica territoriale
È corretto rilevare che l’apertura degli impianti comporta costi operativi certi e fissi e che, in presenza di flussi feriali discontinui, possono verificarsi perdite per la società di gestione. Tuttavia, questa analisi, pur corretta sul piano aziendale, non è sufficiente a determinare la convenienza economica complessiva dell’apertura.
Gli impianti operano infatti come infrastruttura di supporto a un sistema economico più ampio. Nel Nevegal, la loro funzione non è la massimizzazione del ricavo da skipass, ma l’attivazione di un’economia diffusa che coinvolge rifugi, ristorazione, attività commerciali, noleggi, scuole sci, associazioni sportive, occupazione stagionale e valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Studi sul turismo sciistico confermano che solo una quota minoritaria della spesa del turista giornaliero ricade sugli impianti, mentre la parte prevalente viene redistribuita sul territorio. In questo contesto, la continuità del servizio assume un valore economico superiore al semplice equilibrio giornaliero della società impianti.
Le criticità della chiusura infrasettimanale
La chiusura infrasettimanale, sebbene riduca le perdite operative, presenta criticità rilevanti:
riduce l’affidabilità percepita della stazione, disincentiva le attività economiche, limita la
programmazione di scuole e gruppi organizzati e indebolisce il ruolo del Nevegal come presidio turistico continuativo.
Nel medio periodo, ciò può determinare una contrazione dell’indotto, una perdita di attrattività e una progressiva marginalizzazione della stazione.
Il sostegno pubblico come investimento collettivo
Il sostegno pubblico deve essere considerato non come copertura di perdite aziendali, ma come investimento in un’infrastruttura territoriale di interesse collettivo. È necessario valutare il rapporto tra risorse impiegate e valore economico, occupazionale, sociale e di immagine generato per il territorio.
In assenza di impianti funzionanti, l’economia di prossimità si contrae, il patrimonio immobiliare perde valore e il territorio perde una funzione storica di aggregazione e attrattività, con possibili ulteriori abbandoni di operatori e residenti.
Le lezioni del passato e le criticità irrisolte
I fallimenti e le cessioni del passato non dimostrano l’assenza di valore economico del Nevegal – mai oggetto di una valutazione chiara e oggettiva – ma evidenziano criticità nei modelli di governance, nella capitalizzazione, nella gestione finanziaria e nella chiarezza di ruoli e competenze.
A ciò si aggiungono la discontinuità gestionale, il contesto climatico e la mancanza di volontà di perseguire una strategia territoriale integrata e coerente nel tempo, come già condiviso nel processo di costruzione di strategie integrate , elaborata anni fa , oggi privo di riscontri concreti.
Conclusioni: verso una visione integrata e di lungo periodo
La sostenibilità del Nevegal non può essere misurata esclusivamente attraverso il bilancio della società di gestione. Gli impianti di risalita svolgono il ruolo di infrastruttura turistica di prossimità, con una significativa capacità di generare valore diffuso non limitato a se stessa.
Una strategia orientata al futuro deve distinguere e integrare sostenibilità aziendale e territoriale, analisi dei flussi e valutazione dell’indotto complessivo, considerare il sostegno pubblico come investimento di lungo periodo e adottare un modello gestionale inclusivo degli interessi pubblici e privati, coerente con la complessità e le specificità del Nevegal.
Solo una visione integrata può garantire una gestione responsabile e una prospettiva di sviluppo duraturo per il territorio.
operatori del Nevegal
