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Nevegal, l’affondo del PD: «Stazione allo sbando, manca la governance del Comune» I dem bellunesi esprimono forte preoccupazione per il futuro del Colle

Davide Noro, segretario Unione comunale Partito Democratico Belluno

Belluno, 9 gennaio 2026

Noro: “Colle in difficoltà, dov’è l’Amministrazione Comunale?”

Come PD Città di Belluno non possiamo che esprimere preoccupazione per le notizie che leggiamo quotidianamente riguardo al destino del Nevegal.
Noi lo abbiamo sempre sostenuto: l’annullamento della gara per il ritorno degli
impianti in mano pubblica avrebbe inevitabilmente causato difficoltà gestionali
importanti.
L’appello odierno del presidente del Collegio dei Maestri del Veneto, Luigi Borgo,
oltre a non lasciarci indifferenti, conferma purtroppo tutti i nostri timori: l’azione di
mediazione fatta in autunno tra Sindaco, Scuola Sci e società degli impianti, oltre
a non aver portato nessun risultato, è stata un atto isolato e fine a sé stesso.
Altro che governance del territorio: siamo al libera tutti.
Non si può ridurre quanto sta accadendo a un semplice screzio tra privati, come
affermato in più occasioni dal vicesindaco Paolo Gamba; inoltre, la funzione
storica del Nevegal come riferimento regionale per l’avviamento allo sci – perché
più facilmente raggiungibile rispetto ai comprensori dell’Alto Bellunese – non può
essere ignorata.
L’attività del Campo Scuola ha ricadute sociali ed economiche non solo per il
nostro territorio, ma per tutta l’industria regionale dello sci, un’industria ancora
molto significativa in Veneto, nonostante le sfide legate ai cambiamenti climatici
e all’innalzamento delle temperature. Il Comune dovrebbe essere il primo degli
attori ad avere interesse affinché la società che gestisce gli impianti e le realtà
storiche trovino una strada per collaborare e solo il pubblico può garantire che gli
interessi siano equamente garantiti. Soprattutto a un mese dalle Olimpiadi
invernali di Milano-Cortina – con i riflettori del mondo puntati sul nostro territorio –
anche la stazione del Nevegal doveva essere non solo garantita nelle sue funzioni
sportive invernali, ma rappresentare un tassello di valore per l’intera Regione
Veneto.
In questo senso – come già richiesto dalla capogruppo Bettiol – riteniamo urgente
un confronto, in Commissione o in Consiglio comunale, con la società Dolomiti Ski
Line, per comprendere le difficoltà di questo avvio di stagione particolarmente
complesso, ma anche per fare chiarezza sullo stato di avanzamento del progetto
triennale avviato con la scorsa stagione e al quale il Comune ha dato un consenso
di fatto.

Irma Visalli – Partito Democratico

Irma Visalli: “Sciogliere il nodo della governance”

Consapevoli di quanto già spiegato dalla società in occasione dell’assemblea
frazionale, siamo sempre più convinti che senza una chiara linea politica anche gli
sforzi positivi dei privati rischiano di rivelarsi inefficaci.
La gestione affidata ai privati non può prescindere da un indirizzo pubblico, da chi
ha – o dovrebbe avere – come primo obiettivo l’interesse collettivo.
Già al termine della redazione dell’Agenda strategica #progettanevegaldomani
era evidente che il vero nodo da sciogliere fosse quello della governance. Avevamo
proposto un modello multilivello, che coinvolgesse le istituzioni regionali,
provinciali e comunali, insieme a tutti gli operatori privati, in un impegno
condiviso e chiaro su “chi fa cosa”. Sappiamo com’è andata e vediamo oggi quali
sono i risultati: confusione su competenze, ruoli e responsabilità operative.
Sarebbe non solo ingeneroso, ma anche irresponsabile, accendere i riflettori
esclusivamente su chi ha deciso di investire nel Nevegal. Qui è evidente una
delega totale ai privati, come se non esistesse alcun interesse pubblico, come se il
Nevegal fosse semplicemente un’azienda su cui il pubblico interviene solo
quando si dichiara il fallimento. E purtroppo è uno schema che si ripete: le
amministrazioni – comunali, provinciali e regionali – intervengono quando la
situazione è ormai critica. È necessario riprendere in mano l’intera governance del
Nevegal e riorientare tutti gli attori verso obiettivi capaci di coniugare interesse
privato e interesse collettivo. Serve capire come la società stia valorizzando gli
operatori esistenti, a partire dalla scuola di sci storica e chiarire ai cittadini chi fa
cosa e quale ruolo abbia oggi l’amministrazione comunale e gli altri enti pubblici.
Non è comprensibile che un giorno la scuola di sci chieda aiuto e il giorno dopo
compaia una nuova scuola che sembra raccontare una situazione completamente
diversa, tanto da far pensare a una possibile coesistenza. Così come è necessario
chiarire in che modo gli altri operatori siano coinvolti nel progetto avviato da We
Love Nevegal e Dolomiti Ski Line.
Infine, va spiegato come si intenda valorizzare il patrimonio del Nevegal come
parte integrante della nostra città. La politica deve tornare a fare la politica e a
dare risposte e garanzie. Perché il Nevegal è un patrimonio collettivo, in cui ogni
risorsa deve essere valorizzata oltre la contingenza degli imprevisti, del
cambiamento climatico e della burocrazia. Avere una meta significa guidare la
cordata, non lasciarla andare oggi da una parte e domani dall’altra.

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