
Se Parigi è stata il suo palcoscenico e Saint-Tropez il suo rifugio dell’anima, c’è un altro luogo che ha segnato profondamente l’epopea del suo mito: Cortina d’Ampezzo.
Con la scomparsa di Brigitte Bardot, se ne va l’ultimo baluardo di un’epoca in cui il divismo era fatto di sguardi magnetici, ribellione e una bellezza così naturale da apparire ultraterrena. Sebbene il suo nome sia indissolubilmente legato al sole della Costa Azzurra, B.B. ebbe un rapporto elettivo con l’Italia, e in particolare con la “Regina delle Dolomiti”.
Negli anni ’50 e ’60, Cortina non era solo una stazione sciistica; era il centro del jet-set internazionale. In quel crocevia di nobiltà e cinema, l’arrivo di B.B. rappresentava l’evento assoluto.
Mentre le altre dive sfoggiavano pellicce ingombranti e gioielli vistosi, Brigitte portò a Cortina la sua rivoluzione stilistica:
Il look “Après-ski”: Fu lei a sdoganare i maglioni a collo alto a coste, i pantaloni stretch che risaltavano la silhouette e i celebri pettinoni in finta pelliccia o fasce di lana che tenevano a bada la sua leggendaria chioma bionda.
Semplicità disarmante: Spesso la si vedeva passeggiare in Corso Italia con un trucco minimo, lo sguardo reso profondo solo da un filo di eyeliner, rompendo i canoni della rigidità dell’epoca.
Cortina non fu solo svago. La Bardot scelse le vette ampezzane anche per il cinema. Molti ricordano ancora le riprese del film “Il riposo del guerriero” (1962), diretto da Roger Vadim. Le cronache dell’epoca raccontano di una Brigitte che, tra un ciak e l’altro, amava rifugiarsi nei rifugi più isolati per sfuggire all’assedio dei paparazzi, cercando quel contatto con la natura e gli animali che sarebbe poi diventato la missione della sua vita.
“A Cortina ho scoperto che il freddo può essere caldo quanto il sole, se sei circondata dalla bellezza delle rocce rosa.” (Attribuito a B.B. durante un soggiorno ampezzano)
Oggi, mentre le campane delle chiese della valle rintoccano idealmente per lei, Cortina la ricorda non solo come la “venere bionda” che cenava al Posta o sciava con disinvoltura sulle piste del Cristallo, ma come la donna che ha insegnato al mondo che la libertà è il lusso più grande.
Se ne va un’icona, ma tra le guglie dolomitiche, nelle sere d’inverno quando la neve riflette la luce della luna, sembrerà ancora di scorgere quell’ombra elegante e ribelle che ha reso Cortina, per un attimo, il centro del mondo.
