
Belluno, 12 novembre 2025 – Il dibattito sulla revisione dei Fondi dei Comuni Confinanti si arricchisce di una nuova, perentoria richiesta: quella di incrementare anche le risorse a disposizione. A farsi portavoce di questa istanza è il movimento BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che accoglie positivamente l’idea di una revisione del sistema ma ne sottolinea l’insufficienza senza un adeguamento finanziario.
La presa di posizione del BARD giunge all’indomani dell’incontro a Lamon tra i candidati bellunesi di Fratelli d’Italia per le elezioni regionali e i rappresentanti delle Province Autonome di Trento e Bolzano, un vertice incentrato proprio sull’attualizzazione del Fondo.
Il presidente del BARD, Andrea Bona, evidenzia come l’impianto finanziario originario del Fondo, nato quindici anni fa, non sia più in grado di sostenere le attuali esigenze dei territori. «Dalla nascita del Fondo, l’inflazione è cresciuta così come i costi delle materie prime», commenta Bona. Per questo, il movimento chiede un intervento non solo sulle regole, ma sull’ammontare complessivo delle risorse.
L’appello riguarda in particolare sia i fondi destinati alle progettazioni sia quelli riservati ai comuni di prima fascia. L’obiettivo è chiaro: garantire che la revisione non sia solo un esercizio formale, ma uno strumento concreto per affrontare le difficoltà economiche e territoriali.
A complicare il quadro, secondo il BARD, è anche il recente riassetto territoriale che ha visto il comune vicentino di Arsiero diventare confinante con la Provincia di Trento. Questo ha portato da 48 a 49 il numero dei comuni confinanti con il Trentino Alto Adige.
«Come ha sottolineato lo stesso presidente sudtirolese Arno Kompatscher, questa situazione porterà a una riduzione delle disponibilità in particolare per le province di Belluno e Sondrio», spiega il presidente Bona.
Per evitare un ulteriore depauperamento delle aree montane, il BARD avanza una proposta netta: «I Fondi debbono andare alle province interamente montane e confinanti con stato estero per limare il gap con le realtà autonome confinanti, di pianura e con le nazioni vicine». Il movimento chiede che, qualora province non montane vedano aumentare i propri comuni di confine, lo facciano «”compensando” i trasferimenti del Fondo al loro interno senza chiedere nuovi e ulteriori sacrifici alla montagna».
Nonostante le critiche e le richieste, Bona esprime soddisfazione per l’impegno rinnovato di Trento e Bolzano a ragionare sull’attualizzazione del sistema.
Il presidente sottolinea l’urgenza che la revisione si apra alle spese correnti, vista la politica di tagli agli enti locali che si è succeduta negli anni. «Confidiamo nell’attualizzazione del sistema e, confidiamo, delle risorse messe a disposizione», conclude Bona, auspicando che questo «positivo dialogo “orizzontale” tra realtà alpine e dolomitiche possa continuare», con il fine ultimo di fornire non solo opere ma soprattutto servizi ai cittadini bellunesi.
