
Feltre, 3 ottobre 2025 – Una cerimonia toccante e un monito potente alle nuove generazioni. Feltre ha onorato oggi, 3 ottobre, il sacrificio dei suoi martiri della Resistenza, tre giovani partigiani impiccati in Largo Castaldi, luogo simbolo della memoria cittadina, e i 114 concittadini deportati nel lager di Bolzano, molti dei quali mai più tornati.
La cerimonia ha visto al centro il discorso del Sindaco di Feltre, Viviana Fusaro, che ha trasformato il ricordo storico in un pressante appello civico, invitando i giovani a una scelta quotidiana: “Cari ragazzi, il vostro compito è quello di scegliere da che parte stare: se dalla parte della rassegnazione o da quella della libertà”.
Il Sindaco Fusaro ha ricordato i nomi dei tre giovani partigiani: Giordano Schenal “Caronte”, Luigi Vendrame “Coppolo” e Virginio Castellan “Vasca”. Questo momento, seppur doloroso, è stato definito “fondamentale” per la storia di Feltre, dell’Italia e dell’Europa.
Il discorso ha ripercorso il ventennio fascista, caratterizzato dalla violenza come “strumento di controllo sistematico” e da una dittatura totalitaria che limitava ogni libertà. È stato proprio in questo clima di “oppressione e paura” imposto dall’occupazione nazifascista, dopo la caduta del regime, che è sorta la Resistenza. Uomini e donne, ha sottolineato il Sindaco, decisero di opporsi, compiendo un gesto “straordinario proprio perché compiuto contro la paura, contro la rassegnazione”.
Da questo sforzo, ha proseguito Fusaro, è nata la democrazia, l’inizio di una nuova stagione per il futuro.
La parte centrale dell’intervento si è concentrata sulla fragilità della democrazia, un valore “non garantito per sempre”. Il Sindaco ha messo in guardia contro le “tentazioni autoritarie, i nazionalismi aggressivi, i venti di guerra” che ancora oggi soffiano nel mondo.
La democrazia, ha riflettuto Fusaro, richiede “tempo, pazienza e confronto”, elementi che contrastano con la velocità della società attuale, abituata ad “avere tutto e subito”. Ma è proprio questa sua “lentezza” a costituirne la forza, in quanto invita tutti a partecipare attivamente al bene collettivo.
Di contro, l’autoritarismo si alimenta del mito dell’efficacia e della rapidità. “Ma l’Europa sa bene dove hanno portato le scorciatoie autoritarie: guerre, dittature, stermini”, ha ammonito il Sindaco, sottolineando la necessità di vigilare e unire le forze nella trasmissione dei valori democratici.
Il compito di custodire questa eredità non è delegabile solo alla scuola o alla politica, bensì è una “responsabilità collettiva”. Ogni famiglia, comunità e istituzione è chiamata a rinnovare questo patto fondativo.
In conclusione, l’appello finale ai giovani è stato quello di trasformare il ricordo in un impegno costante: “Il compito che oggi vi consegniamo non è solo quello di ricordare. È quello di scegliere, ogni giorno, da che parte stare: se dalla parte della rassegnazione o da quella della libertà, se dalla parte dell’indifferenza o da quella della partecipazione”.
Il sacrificio dei partigiani, ha concluso il Sindaco Fusaro, ha insegnato che “la libertà non è mai gratuita”. Tocca ora alla comunità intera far sì che quel sacrificio continui a vivere, non come una pagina chiusa del passato, ma come una “bussola per il nostro futuro”.
