La Regione limita la mappatura dei nevi, scatenando la reazione dei comitati a difesa della sanità pubblica. Il CoVeSaP lancia un appello ai sindaci: “La prevenzione oncologica non è un lusso”
Belluno, 3 settembre 2025 – Quello che sembrava un tormentone estivo, passato sotto silenzio, si è trasformato in un’accesa polemica che sta tenendo banco sulle pagine dei giornali veneti. La decisione della Regione di “risparmiare sugli sprechi” in sanità ha colpito una prassi fondamentale per la prevenzione oncologica: la mappatura dei nei.
La scelta di cancellare questa prestazione dalle visite specialistiche garantite dal servizio sanitario regionale ha scatenato la reazione dei Comitati per il Diritto alla Sanità Pubblica, coordinati dal CoVeSaP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica). La preoccupazione è che un simile provvedimento possa essere il primo passo verso una progressiva privatizzazione del sistema sanitario. Il caso pilota è quello dell’ULSS1 Dolomiti, dove la nuova norma è già stata applicata.
La decisione impone ai Medici di Medicina Generale di prescrivere la visita dermatologica di primo accesso solo in caso di lesioni già sospette, e non più per la mappatura preventiva dei nevi. Questa limitazione, secondo il CoVeSaP, rischia di ridurre drasticamente i controlli, con conseguente aumento delle diagnosi tardive, che sono più invasive per i pazienti e molto più costose per il sistema sanitario regionale.
I Comitati si oppongono fermamente a questa scelta, definendola “scellerata”. La loro posizione è sostenuta dai dati: l’incidenza dei tumori cutanei, in particolare i melanomi, è in aumento, e la diagnosi precoce rimane l’arma più efficace per combattere la malattia. Lo stesso CoVeSaP segnala che la situazione è già critica, con pazienti che attendono una visita di controllo anche da oltre 600 giorni.
Di fronte a un panorama tanto preoccupante, il Coordinamento ha inviato una lettera a tutti i sindaci del Veneto e ai presidenti delle Conferenze dei Sindaci, chiedendo il loro intervento. La richiesta è chiara:
- Reintrodurre la mappatura dei nei come prestazione garantita dal Servizio Sanitario Regionale, riconoscendone il ruolo cruciale nella prevenzione.
- Promuovere campagne di sensibilizzazione locali in collaborazione con le Aziende ULSS e le associazioni di pazienti, per informare i cittadini sull’importanza dei controlli periodici.
La lettera, inviata per conoscenza anche all’Assessora alla Sanità, al Direttore Generale dell’Area Sanità e a tutti i Direttori Generali delle ULSS del Veneto, vuole essere un monito a difesa di un diritto fondamentale: la tutela della salute pubblica.
La polemica, che ha visto anche un acceso dibattito politico in vista delle imminenti elezioni regionali, è destinata a non placarsi. Resta da vedere se l’appello dei Comitati verrà ascoltato o se la prevenzione continuerà a essere considerata un “lusso” a pagamento.
