Belluno – 2 giugno 2025 In occasione della Festa della Repubblica, l’amministrazione comunale di San Gregorio nelle Alpi ha dato vita a un gesto semplice ma potente: l’invito ai cittadini a deporre un fiore bianco ai piedi del pennone del Municipio, sotto le bandiere dell’Italia e dell’Unione Europea, in memoria delle vittime di Gaza e delle oltre cinquanta guerre attualmente in corso nel mondo. Un gesto di pace, simbolico e profondo, che rompe il silenzio assordante di molte istituzioni e richiama con forza l’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali.
Il Coordinamento Pace e Disarmo di Belluno ha accolto con profonda gratitudine questa iniziativa, intitolata “Ripudiamo la guerra. Un fiore bianco per la pace”, definendola «un soffio di vita e di speranza». Il plauso va al sindaco di San Gregorio, che con coraggio e sensibilità ha scelto di dare voce a un’urgenza morale troppo spesso ignorata: quella della pace e della responsabilità collettiva verso le sofferenze dei popoli colpiti dalla guerra.
In un tempo in cui la politica tace, voltando lo sguardo davanti al genocidio in corso in Palestina, il gesto del Comune di San Gregorio rappresenta un atto di dignità e coscienza civile. Come Coordinamento, non possiamo che esprimere il nostro sdegno per l’indifferenza dimostrata da larga parte del mondo politico. L’inerzia davanti a decine di migliaia di vittime innocenti, mutilati, orfani, affamati e civili privati di cure mediche, è una ferita aperta nella coscienza collettiva, un tradimento dei valori fondanti della Repubblica.
L’Europa, impegnata in un folle riarmo, alimenta l’ipocrisia politica distinguendo tra “nemici” da annientare e “amici” a cui perdonare anche i crimini più efferati, pur se condannati dalla Corte Penale Internazionale. Questa doppia morale segna la decomposizione dei principi del multilateralismo e il tramonto delle istituzioni internazionali nate per bandire la guerra dalla storia.
La storia, prima o poi, ci chiederà conto di questo silenzio. Nessuno può chiamarsi fuori. Oggi più che mai, è urgente scegliere da che parte stare: dalla parte della pace, del disarmo, e dell’umanità.
Coordinamento Pace e Disarmo Belluno
