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Sport e cultura per costruire futuro: un bando da 2 milioni da Fondazione Cariverona contro la povertà educativa

Bruno Giordano – Presidente Fondazione Cariverona

Accendere il talento per trasformare le vite dei più giovani: è questo l’obiettivo del nuovo bando promosso da Fondazione Cariverona, che mette a disposizione 2 milioni di euro per sostenere progetti educativi destinati a bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni, con un’attenzione particolare a chi cresce in contesti di fragilità economica, sociale o culturale.

Sport e cultura non sono semplici attività ricreative. Sono strumenti potenti di inclusione, emancipazione, crescita. Hanno la capacità di unire dove ci sono fratture, di restituire fiducia dove regna l’insicurezza, di offrire orizzonti dove sembrano esserci solo limiti. Da questa visione nasce “Sport e Cultura per includere”, l’iniziativa che Fondazione Cariverona rivolge agli enti pubblici e del terzo settore attivi nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova.

L’obiettivo è chiaro: contrastare la povertà educativa minorile non con interventi emergenziali, ma attraverso progetti capaci di attivare risorse locali, creare legami, stimolare competenze e immaginare opportunità concrete per il futuro. In gioco c’è molto più che un finanziamento: c’è la possibilità di incidere realmente nelle vite di bambini e adolescenti, rafforzando il ruolo fondamentale di educatori, tutor e allenatori come guide nel percorso di crescita.

“La nostra idea di sviluppo parte dalle persone – afferma Bruno Giordano, presidente della Fondazione –. Quando sport e cultura entrano nella vita dei giovani, si mettono in moto energie trasformative. Si costruiscono relazioni, si scoprono talenti, si rafforza la fiducia. Questo bando vuole sostenere chi lavora nei territori per rendere tutto questo possibile”.

Il fenomeno della povertà educativa, spesso invisibile, è una delle emergenze più gravi e persistenti. Secondo i dati del 2023, il 14% dei minori italiani viveva in condizioni di povertà assoluta e il 23% in povertà relativa. Dietro questi numeri si nascondono storie di esclusione, disparità di accesso alle opportunità formative, isolamento. La pandemia ha aggravato la situazione, ampliando i divari preesistenti e colpendo in particolare chi era già in difficoltà.

Il bando punta ad affrontare due grandi sfide: abbattere le barriere che limitano l’accesso ad attività educative e valorizzare chi lavora ogni giorno al fianco dei giovani. Educatori, tutor, allenatori sono figure centrali per trasformare esperienze in percorsi di crescita autentica. Si cercano quindi progetti innovativi, capaci di sperimentare nuovi modelli di partecipazione, di attivare energie e di costruire alleanze durature con le comunità locali.

Ogni proposta potrà durare fino a 24 mesi, con un contributo massimo richiedibile di 50mila euro e un cofinanziamento minimo del 20%. Le candidature vanno inviate online entro le ore 13 del 20 giugno 2025. La selezione si concluderà a settembre e i progetti dovranno partire entro sei mesi dall’approvazione.

“Non si tratta solo di sostenere progetti – conclude Giordano – ma di dare impulso a un cambiamento vero. Le comunità che credono nei giovani costruiscono futuro. Partecipare a questo bando significa impegnarsi, mettersi in gioco, credere nel potenziale di ciascuno. È un atto di fiducia, ma anche di giustizia sociale”.

Educare con lo sport e la cultura oggi significa restituire dignità, attivare desideri, costruire cittadinanza. Insieme, si può.

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