
Dopo l’appello lanciato due settimane fa dall’associazione Borgo Piave ETC aps per salvare il Museo delle Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco, arrivano i primi segnali di mobilitazione. Durante il weekend pasquale oltre 120 visitatori, tra cui numerosi turisti, hanno visitato il museo, mentre l’iniziativa parallela “Rolo al Pontèt” ha attirato 300 persone, confermando l’interesse crescente verso il patrimonio culturale locale.
Nonostante l’entusiasmo, il futuro del museo rimane incerto: gli immobili in cui ha sede potrebbero essere oggetto di vendita e le manifestazioni d’interesse non si sono ancora concretizzate. Tuttavia, l’appello ha suscitato reazioni: cittadini e tecnici hanno chiesto chiarimenti sulla destinazione d’uso degli spazi e sul possibile avvio di una raccolta fondi.
Il sostegno è arrivato anche dalla Rete delle Mascherate Arcaiche Dolomitiche, composta da 14 gruppi dell’arco alpino, e da vari rappresentanti istituzionali, tra cui consiglieri comunali, l’assessore Roccon, e il presidente del Veneto Zaia, che ha incaricato l’assessore Corazzari di seguire la vicenda.
Il presidente di Borgo Piave ETC, Antonio Gheno, ribadisce l’importanza di mantenere il museo nel Palazzo Secco: “Questo luogo dà anima alla collezione. Senza le persone che la curano, rischia di tornare a essere solo un insieme di oggetti muti. Qui le maschere hanno trovato casa. E speriamo anche un futuro”.
