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Inaugurata la fiera “Caccia, Pesca e Natura 2025”: la montagna protagonista tra tradizione e futuro

Longarone, 12 aprile 2025Con un chiaro messaggio di valorizzazione del patrimonio alpino e un forte richiamo alla necessità di comprendere il ruolo centrale delle attività venatorie e alieutiche nella gestione del territorio, si è aperta questa mattina la 23esima edizione di “Caccia, Pesca e Natura 2025” a Longarone Fiere Dolomiti. Una manifestazione che, come ha ricordato Marco Bussone, presidente di Uncem, intende essere anche un trampolino di lancio per promuovere la cultura montana in vista delle Olimpiadi: «Valorizzare la cultura alpina e il lavoro di cacciatori e pescatori significa riconoscere pezzi fondamentali di una nuova economia della montagna, troppo spesso non capita».

Il tema dell’autonomia gestionale è stato sottolineato dalla consigliera regionale Silvia Cestaro, che ha rimarcato l’importanza di una maggiore indipendenza decisionale da parte della Provincia di Belluno in materia faunistica e territoriale: «Siamo convinti che si possa avere una marcia in più». Un pensiero condiviso anche dal presidente della Provincia, Roberto Padrin, e dalla vicepresidente Silvia Calligaro, che hanno voluto ringraziare pubblicamente il corpo della Polizia provinciale: «Un orgoglio per noi, rafforzato l’anno scorso con otto giovani nuovi ingressi».

Numeri importanti quelli snocciolati dall’amministratore delegato di Longarone Fiere, Giovanni De Lorenzi: 118 espositori, 138 marchi, 12 regioni rappresentate e presenze da cinque Paesi stranieri (Ungheria, Germania, Austria, San Marino e Lituania). «Dal 2002 a oggi questa fiera è cresciuta anno dopo anno, e oggi è uno dei fiori all’occhiello di Longarone Fiere Dolomiti. Quest’anno ci attendiamo 15mila presenze», ha dichiarato.

Non sono mancati i momenti clou della giornata inaugurale, a partire dalla 28esima edizione della “Festa del Cacciatore”, con l’esposizione dei trofei di tutte le riserve bellunesi. Protagonista anche il gusto, con un focus sulla selvaggina e una riflessione sulla creazione di una filiera locale per la lavorazione delle carni. Tutto esaurito per le gare di pesca curate dal Bacino Maè-Piave e grande affluenza al percorso enogastronomico “Un fiume di sapori”, dove gli studenti dell’Enaip Veneto di Longarone hanno proposto cicchetti a base di trota iridea.

Ricca anche la sezione dedicata ai progetti faunistici della provincia: dal “Progetto camoscio sul Monte Grappa” al piano di ripopolamento dello stambecco alpino nel gruppo Antelao-Marmarole-Sorapis, fino al progetto “Pascoli delle terre alte”, incentrato sulla salvaguardia dei pascoli alpini. Per gli appassionati di armi e tiro, è stata organizzata una sessione nel poligono di Caralte, con test a cura di Benelli e Origin Voere, prenotabili tramite navetta riservata.

Infine, il turismo legato alla pesca, sempre più strategico per il territorio. La Fondazione DMO Dolomiti ha presentato un progetto strutturato di pescaturismo in collaborazione con la Provincia, la Regione e i bacini di pesca, sfruttando l’attrattiva delle Dolomiti e delle acque locali come il Piave e il lago di Centro Cadore.

La fiera prosegue anche domani, con la presentazione del report sulla stagione venatoria 2024-2025 e i dati aggiornati sulle popolazioni di ungulati della provincia.

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