
Belluno, 18 gennaio 2025 – Ieri sera venerdì 17 gennaio al centro Giovanni XXIII di Belluno il giornalista e filosofo Pietro Del Soldà ci ha parlato della” Felicità e della libertà dai classici ad oggi”.
La conferenza è stata presentata dal prof. Chemello delle “Scuole in rete”, una meritevole organizzazione che ha già aperto un programma di conferenze e di colloqui con le scuole e intende prossimamente dibattere sul cambiamento climatico.
Pietro Del Soldà ci ha parlato di Socrate e dei suoi giovani amici Ippocrate e Alcibiade ai quali aveva fatto rilevare la contraddizione intrinseca di chi mantiene segreta la propria anima e le proprie convinzioni servendosi dei suoi rapporti sociali come strumento per i propri interessi, come normalmente faceva il sofista Protagora
Alla fine Pietro Del Soldà, rapportandosi ai temi propri del nostro tempo, ha dimostrato di condividere il problema che oggi è rappresentato dal continuo ticchettare dell’orologio delle Hawaii. Sulla cima più alta dell’arcipelago hawaiano quell’orologio dal 1958 ci dimostra giornalmente, con la concentrazione della CO2, quanto ci stiamo avvicinando ad un disastro climatico potenzialmente inevitabile.
Nel 1880 la CO2 nell’atmosfera misurava 280 ppm, il valore massimo mai raggiunto negli ultimi 500.000 anni.Nel 1950 circa 310, nel 2013 ha superato le 400 ppm e a fine dicembre 2024 è giunta a 425,40, con una progressione divenuta negli ultimi anni elevatissima.
Secondo i calcoli già fatti da Svante Arrhenius (Nobel svedese per la chimica nel 1903) la concentrazione doppia del 1880, cioè 560, porterebbe ad un aumento della temperatura media di circa 6°C. Al momento attuale siamo a 1,2°C al di sopra del valore medio del 1880. A 560/600 ppm le conseguenze per la vita sul pianeta dovrebbero essere tragiche ma non sono chiaramente espresse dalla Scienza, a causa del moltiplicatore rappresentato dal feedback positivo per ogni aumento della temperatura.
Il tema climatico disturba molto il mondo capitalistico che non intende in alcun modo rinunciare ai propri interessi e ai propri privilegi. Nella prospettiva di dover cambiare radicalmente l’economia del pianeta, impone tutt’ora un silenzio oppressivo e sistematico ai giornali e ai media sugli argomenti relativi al clima.
Nella “teoria dei giochi” applicata al cambiamento climatico il mondo capitalistico e i suoi vassalli hanno un’ottica volutamente miope, come quella di Luigi XV con Madame de Pompadour quando usò la famosa dichiarazione alla sua bella “après moi le deluge”.
In questa sede e in questo momento è del tutto inutile dividere l’umanità in due partiti per accertarne le responsabilità e condannarci di conseguenza alla inazione. Dobbiamo agire presto e tutti INSIEME. I governi del mondo non possono baloccarsi con le guerre e con l’idiozia del PIL che deve aumentare ogni anno.
L’orologio delle Hawaii rappresenta una realtà assolutamente obiettiva che quindi ci fornisce in ogni momento l’ordine di grandezza del problema.
Ho una piccola proposta da fare: i giornalisti seguano pure le disposizioni superiori che impongono il silenzio, ma accettino di esporre sulla prima pagina dei loro giornali un semplice numero in tutta evidenza: in questi giorni il 425 e presto, purtroppo, il 426. La gente deve sapere!
Da domani questo stesso numero lo esporrò su un foglio di carta attaccato sul finestrino posteriore sinistro della mia auto. Spero che anche molti altri lo facciano. La gente deve far sapere che sa!
Filiberto Dal Molin
